Un benvenuto a chi arriva in città per studiare, costruito insieme a chi l’università la vive già. Union Festival torna sabato 3 Ottobre al Giardino Scotto, dalle 16, con un pomeriggio più ricco di attività e l’obiettivo di diventare un appuntamento ricorrente all’inizio e alla fine dell’anno accademico.
Dopo l’esperienza di Maggio, la manifestazione affianca alla musica incontri, progetti universitari e sport. A raccontare le novità a QuiNews Pisa è Matteo Maccanti, tra gli organizzatori in rappresentanza di Itstime Eventi. Al centro dell’intervista anche l’accoglienza delle matricole e degli studenti Erasmus e le misure previste per limitare i disagi ai residenti.
Maccanti, cosa cambia rispetto all’appuntamento di Maggio?
“La novità principale è una parte pomeridiana molto più ricca di attività e iniziative culturali. Alla prima edizione avevamo avuto il supporto e il patrocinio del Comune di Pisa. A questa parteciperà attivamente anche l’Università, che ha dato il proprio patrocinio. Questo ci ha permesso di aprire nuovi canali istituzionali e sviluppare più attività culturali prima della musica e del divertimento. Ci saranno le associazioni e i progetti universitari già presenti la scorsa volta, ma anche nuove realtà. Avremo inoltre uno spazio podcast condotto da Marco Martinelli, con ospiti del mondo universitario. Il filo conduttore resta quello dei tre valori principali dell’evento: cultura, sport e musica. Attraverso brevi videointerviste, che saranno anche pubblicate sui social, daremo spazio a studenti, professori e progetti che riguardano attività fuori dall’aula e dalla didattica”.
Quali attività avete confermato e come si potrà partecipare?
“Abbiamo confermato, migliorandole, tante delle attività che erano andate bene la scorsa volta. Ci sarà la Union Run con il Pisa Running Club: una corsa che partirà dal Giardino Scotto e tornerà al Giardino Scotto, per terminare con un aperitivo sociale tutti insieme. Poi il quiz gestito dal Cervellone, con gli studenti dei corsi di laurea dell’Università di Pisa che si iscriveranno a squadre. Anche per la musica cerchiamo di dare spazio ai ragazzi del territorio, affiancando agli artisti più affermati due realtà emergenti selezionate tra le candidature ricevute”.
Chi saranno i protagonisti sul palco?
“Ci saranno Sveglia Ginevra e i Manitoba, artisti che si stanno affermando a livello nazionale e hanno già pubblicato i propri lavori. Accanto a loro porteremo sul palco i ragazzi emergenti scelti attraverso le candidature. Dalle 21 avremo poi i dj set, anche con ospiti dalla Sicilia. Uno di loro ha vissuto a Pisa per studio e per lavoro prima di tornare in Sicilia”.
Come avete coinvolto gli studenti e come pensate di favorire l’incontro tra chi arriva e chi vive già a Pisa?
“È un festival nato dai giovani e per i giovani. L’obiettivo primario è far conoscere la città e i suoi spazi a chi arriva per la prima volta, dare un benvenuto e creare subito un ambiente favorevole alla socialità e all’integrazione. Queste iniziative possono essere un veicolo per cominciare a costruire rapporti in una città nuova, con persone nuove. Per questo abbiamo pensato a un evento nel quale gli studenti non siano soltanto spettatori. Gran parte del festival è portata avanti dai giovani stessi, magari da ragazzi che sono due o tre anni avanti nel percorso universitario rispetto alle matricole. Il confronto con chi può raccontare la propria esperienza e presentare i progetti che ha sviluppato può facilitare l’inserimento dei nuovi arrivati nel tessuto cittadino. Per noi è fondamentale che lo studente partecipi attivamente all’iniziativa”.
Il Comune presenta il festival anche come un modo per alleggerire la pressione della movida sul centro. Ma lo Scotto è vicino alle abitazioni: quali accorgimenti avete previsto?
“È vero, lo Scotto resta vicino alle abitazioni. Per la sua conformazione, però, il rumore rivolto verso le case è inferiore rispetto a quello di una piazza completamente circondata da edifici. È stata presentata una valutazione di impatto acustico che dovrà essere rispettata durante l’evento. L’obiettivo è creare una situazione di festa senza incidere troppo sui residenti. Ci sarà un servizio di sicurezza numeroso, che sorveglierà sia l’interno sia gli spazi immediatamente esterni. Si occuperà del corretto deflusso delle persone e di evitare che si formino grandi gruppi intorno alle abitazioni. Sono iniziative che richiedono molto lavoro e non possono essere organizzate tutti i fine settimana. Ma offrire ogni tanto uno spazio all’aperto, più adatto a ospitare grandi numeri, può aiutare a non sovraccaricare le zone del centro già frequentate tutte le sere”.
Dopo il 3 Ottobre, quale futuro immaginate per Union?
“Speriamo di poter portare questo progetto in città due volte l’anno. Fin dall’inizio era stato pensato per accompagnare l’inizio e la fine dell’anno accademico: un benvenuto e un arrivederci. Per ora questa impostazione è stata rispettata, perché abbiamo organizzato l’appuntamento di fine Maggio e lo riproponiamo a Ottobre. Vorremmo continuare così, differenziando le attività e i temi delle due edizioni, che avranno anche scopi diversi. L’obiettivo è che diventi un festival ricorrente per la città, un appuntamento che gli studenti aspettano per conoscersi e ritrovarsi, oppure per salutarsi alla fine del proprio percorso universitario. Ma è rivolto a tutti, anche a chi ha vissuto qui e poi è andato via: non è riservato soltanto agli studenti”.