Pisa Sporting Club

Un nodo burocratico ha impedito il riscatto di Akinsanmiro

Il centrocampista non è stato riscattato dal Pisa. Sullo sfondo un confronto con la Lega Serie A per l'interpretazione di una norma.

Akinsanmiro in azione (Foto Masotti)

Nelle ultime ore l'attenzione era concentrata sulla decisione dell'Inter riguardo all'eventuale esercizio del controriscatto entro la scadenza fissata alla mezzanotte. Invece, a sorpresa, il centrocampista è rimasto di proprietà del club nerazzurro milanese perché il Pisa non ha perfezionato il riscatto.

Per comprendere la vicenda è necessario ripercorrere gli ultimi giorni. Le informazioni circolate in precedenza indicavano che il Pisa fosse pronto ad acquisire definitivamente il giocatore per una cifra di 7,5 milioni di euro, superiore ai 6 milioni inizialmente ipotizzati. In questo scenario il successivo controriscatto dell'Inter sarebbe salito a 8,5 milioni e si attendeva soltanto la decisione finale della società milanese.

Lo scenario, però, si è rivelato differente. La richiesta di riscatto da parte del Pisa non sarebbe mai stata formalmente recepita e nel pomeriggio è arrivata la notizia rilanciata da Gianluca Di Marzio secondo cui Akinsanmiro sarebbe tornato all'Inter, con diversi club della Bundesliga interessati al suo profilo. Da Milano sono poi arrivate ulteriori conferme sul mancato esercizio del riscatto e sulla volontà dell'Inter di valutare nuove soluzioni per il futuro del giocatore.

Dietro la vicenda ci sarebbe un confronto aperto tra il Pisa e la Lega Serie A relativo all'interpretazione di una norma recentemente modificata. Le due parti avrebbero applicato letture differenti del regolamento, generando un equivoco procedurale che è ora oggetto di approfondimento. Al di là del dibattito regolamentare, il quadro attuale è chiaro: Akinsanmiro è tornato a tutti gli effetti un calciatore dell'Inter, mentre restano da chiarire gli aspetti che hanno portato a questo inatteso epilogo.