Si sono concluse nel pomeriggio celebrazioni ufficiali del Giorno del Ricordo 2026 a Pisa, con l’inaugurazione della panchina tricolore alla Cittadella Galileiana, simbolo permanente dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia nel secondo dopoguerra. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Michele Conti, il vicesindaco Filippo Bedini, il presidente del consiglio comunale Alessandro Bargagna, la presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Clelia Kolman, insieme a rappresentanti della Giunta, del Consiglio comunale e alle autorità civili e militari della città.
“Ci ritroviamo oggi, in questa solenne occasione del Giorno del Ricordo, per onorare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”, ha detto il sindaco di Pisa Michele Conti. “Una tragedia per troppo tempo avvolta nel silenzio, relegata ai margini della coscienza nazionale e finalmente riconosciuta dallo Stato italiano con la Legge 92 del 30 Marzo 2004. Ricordare significa riconoscere la verità storica, senza ambiguità e senza giustificazioni, perché non esiste alcuna causa che possa assolvere l’odio e la violenza”. Conti ha sottolineato come il dovere delle istituzioni sia quello di “trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di questi eventi, senza strumentalizzazioni”, ribadendo che la memoria “non può restare confinata alle cerimonie, ma deve vivere nello spazio pubblico”.
Nel suo intervento il sindaco ha richiamato anche il valore educativo delle iniziative rivolte ai più giovani, ricordando il viaggio degli studenti pisani alla Foiba di Basovizza. “Portare i ragazzi in quei luoghi significa offrire la possibilità di toccare con mano la storia e comprendere attraverso l’esperienza diretta ciò che i libri raccontano”, ha detto, spiegando che la panchina tricolore nasce proprio con l’obiettivo di rendere la memoria parte della quotidianità.
[gallery(0)]
Sul significato simbolico dell’iniziativa si è soffermato anche il vicesindaco Filippo Bedini. “Nel Giorno del Ricordo inauguriamo un altro segno in città, dopo i cippi già presenti a Marina, al cimitero suburbano e alle rotatorie dedicate ai Martiri delle foibe e a Norma Cossetto”, ha detto Bedini. “Il legame tra le vittime delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e il tricolore racconta una vicenda che è un pezzo della storia d’Italia, prima negata e poi rimossa. È importante che in uno spazio vissuto ogni giorno ci sia un simbolo che inviti a fermarsi e riflettere”.
Le celebrazioni del Giorno del Ricordo 2026 sono state organizzate dal Comune di Pisa insieme a Prefettura, Provincia, ANVGD e Associazione Fiumani italiani nel mondo. La giornata si era aperta in mattinata con la deposizione di una corona d’alloro al Cippo del cimitero suburbano, seguita dalla Santa Messa e dalle commemorazioni a Marina di Pisa e alle rotatorie cittadine dedicate ai Martiri delle foibe e a Norma Cossetto.
Parallelamente, una delegazione comunale guidata dall’assessore alla scuola Riccardo Buscemi ha accompagnato circa cinquanta studenti delle scuole pisane alla cerimonia solenne al Sacrario della Foiba di Basovizza. Rimane inoltre aperta al pubblico, fino a Sabato 14 Febbraio, la mostra “Istria, Fiume e Dalmazia: la storia, le foibe e l’esodo” all’atrio di Palazzo Gambacorti, mentre le iniziative proseguiranno al Teatro Verdi con spettacoli dedicati al tema, a ingresso gratuito su prenotazione.
[gallery(1)]