Arriva dal gruppo Pd in Consiglio comunale una mozione per intitolare uno spazio pubblico a Vera Vigevani Jarach, testimone della Shoah e Madre di Plaza de Mayo scomparsa lo scorso anno.
Il primo firmatario dell'atto, presentato e approvato nella seduta di giovedì 9 Luglio, è il capogruppo Matteo Trapani. L'atto, si legge in una nota del consigliere "E' stato votato favorevolmente da tutti i consiglieri tranne dal gruppo di Fratelli d'Italia. Adesso il sindaco Michele Conti e la Giunta devono avviare l’iter toponomastico".
La proposta, nata accogliendo un sollecito dell'Anpi, suggerisce di individuare un luogo di particolare valore simbolico, che si inserisca nel percorso di revisione della memoria già avviato dalla città e che mira alla rimozione delle intitolazioni a figure legate al fascismo in favore dei "Giusti tra le Nazioni", come è già stato fatto per l'ex via D'Achiardi.
Vera Vigevani Jarach ha vissuto sulla propria pelle i due grandi orrori del Novecento. Fuggita da Pisa nel 1938 a causa delle leggi razziali firmate proprio nella tenuta di San Rossore, perse il nonno nei forni crematori di Auschwitz. Rifugiatasi in Argentina, dovette affrontare una seconda, atroce tragedia: la scomparsa della figlia Franca, divenuta una delle migliaia di desaparecidos sotto la dittatura militare di Videla. Da quel dolore nacque la sua militanza nelle Madres de Plaza de Mayo, portando la sua testimonianza di "memoria attiva" nelle scuole di tutto il mondo, pur mantenendo un legame forte con la città di Pisa.
"Vera Jarach era già cittadina onoraria di Pisa e a lei era stato conferito il Gonfalone d’argento della Regione Toscana - spiega Trapani nel documento - Dedicargli uno spazio non è solo un omaggio alla sua figura, ma un segnale politico chiaro in un momento in cui antisemitismo e revisionismo tornano a farsi sentire".
Oltre alla targa, la mozione chiede all'amministrazione di promuovere iniziative nelle scuole e percorsi permanenti di educazione alla cittadinanza, coinvolgendo la Comunità Ebraica e le associazioni del territorio. "Pisa, sede della firma delle leggi razziali - conclude il testo della mozione- ha il dovere morale di essere in prima linea nella difesa della democrazia, dei nostri valori costituzionali".