Politica

UniPiOrienta, contestata l’Accademia Navale

Cambiare Rotta contesta la presenza dell’Accademia Navale al Polo Fibonacci e rilancia la mobilitazione contro guerra, riarmo e militarizzazione

Contestazione questa mattina, sabato 17 Ottobre, durante UniPiOrienta, l'evento dell'Università di Pisa dedicato all'orientamento degli studenti delle scuole superiori. Gli attivisti di Cambiare Rotta Pisa hanno protestato contro la presenza dell'Accademia Navale di Livorno, presente al Polo Fibonacci con una propria iniziativa informativa.

"Oggi, come Cambiare Rotta, alla giornata di orientamento dell’Università di Pisa abbiamo contestato la presenza dell’Accademia Navale di Livorno, ospitata nelle aule del Polo Fibonacci con un evento rivolto a studenti e studentesse delle scuole superiori", ha spiegato il collettivo.

Per Cambiare Rotta la scelta dell'Ateneo non sarebbe neutrale. "Una scelta tutt’altro che neutrale da parte di Unipi, che apre le porte dell’università pubblica agli apparati militari, offrendo loro uno spazio per presentarsi alle nuove generazioni".

Nel comunicato gli attivisti richiamano anche lo Statuto dell'Università e il riferimento alla pace come valore fondamentale, contrapponendolo alla presenza dell'istituzione militare all'interno dell'iniziativa di orientamento.

"Unipi, a luglio dello scorso anno, in occasione dell’emanazione del nuovo statuto, ribadiva la centralità della '[...]pace come valore fondamentale, in un momento storico in cui assistiamo al proliferare nel mondo di guerre che coinvolgono estesamente la popolazione civile'. Una postura diametralmente opposta alla decisione di mettere gli spazi universitari a disposizione di un’istituzione militare".

Cambiare Rotta collega la protesta anche al più ampio dibattito sulle risorse destinate all'università, al diritto allo studio e alla spesa militare. Si tratta di valutazioni politiche del collettivo, che nel comunicato critica le scelte nazionali in materia di riarmo e denuncia, parallelamente, difficoltà legate a studentati, costi degli studi e condizioni degli atenei.

"Una situazione gravissima, tanto che lo stesso rettore Zucchi si disse pronto a incatenarsi davanti al ministero contro i tagli all’università. Parole che oggi stridono con la scelta di aprire le porte dell’ateneo agli apparati militari: da una parte si protesta contro i tagli, dall’altra si concede spazio a chi beneficia del crescente definanziamento dello stato sociale", sostiene Cambiare Rotta.

Il collettivo ribadisce quindi la propria contrarietà alla presenza delle istituzioni militari negli spazi universitari. "Di fronte a tutto ciò, ribadiamo con forza che la guerra non ha spazio nei nostri atenei. L’università deve essere un luogo di sapere critico, confronto e cooperazione, non una vetrina per il reclutamento militare".

La mobilitazione guarda infine alla data del 30 Ottobre, quando Cambiare Rotta annuncia la propria partecipazione allo sciopero generale promosso da Usb in concomitanza con lo sciopero internazionale dei porti.

"Per dare continuità alle mobilitazioni, rafforzare il legame tra studenti e lavoratori, e costruire un fronte unitario contro guerra e militarizzazione, scendiamo ancora una volta in piazza al fianco dei lavoratori e dei portuali".