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Usb, "Il bando sui nidi va rivisto"

L'organizzazione sindacale chiede di modificare l'organizzazione data dal Comune e di avviare un percorso di ripubblicizzazione del servizio

La proroga del bando da parte del Comune, accolto con soddisfazione dall'opposizione in Consiglio, non convince l'Unione Sindacale di Base. Che, al contrario, ha espresso preoccupazione per l'organizzazione imposta dall'amministrazione del sindaco Michele Conti ai servizi educativi.

"Ribadiamo la nostra contrarietà alla scelta del Comune di mantenere esternalizzati servizi educativi che, per la loro rilevanza, dovrebbero essere gestiti direttamente dall’amministrazione pubblica - hanno spiegato dal sindacato - si tratta di servizi fondamentali per la crescita e il benessere dei bambini, che richiedono una gestione capace di garantire continuità educativa, qualità del servizio e condizioni di lavoro adeguate. Esprimiamo inoltre forte contrarietà all’ipotesi di utilizzare le strutture esternalizzate per sopperire alle criticità organizzative delle strutture comunali. Una scelta che rischia di tradursi in un aumento dei carichi di lavoro, dello stress per il personale e in un peggioramento della qualità educativa offerta".

"Alterare l’equilibrio organizzativo dei servizi educativi, modificare i riferimenti abituali e sovraccaricare il personale significa mettere in discussione il benessere dei più piccoli e la qualità della loro esperienza educativa - hanno aggiunto - la continuità educativa è infatti un elemento essenziale, condizione per garantire serenità, sicurezza e sviluppo armonico ai bambini. Utilizzare i servizi esternalizzati come risposta alle difficoltà organizzative del Comune significa ignorare il valore educativo della stabilità".

Per questo, secondo Usb, il bando non va semplicemente prorogato, ma rivisto. "Va eliminata la possibilità di impiegare le strutture esternalizzate per attività riconducibili ai servizi comunali a Luglio e vanno corrette le criticità emerse, nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori, delle famiglie e soprattutto dei bambini - hanno concluso - ribadiamo infine la necessità di avviare un percorso che riporti progressivamente questi servizi sotto la gestione pubblica, superando il ricorso alle esternalizzazioni e restituendo centralità a un modello educativo fondato sulla continuità, sulla qualità del servizio e sulla tutela del lavoro. Perché è importante sottolineare che mentre il Comune di Pisa rivendica bilanci solidi, nuovi investimenti e milioni di euro di avanzo disponibile, continua però a non investire nella reinternalizzazione delle lavoratrici delle scuole d'infanzia".