La polemica su Via Cattaneo si riaccende e diventa materia di scontro politico. A intervenire è il gruppo Diritti in Comune, che accusa l’amministrazione guidata da Michele Conti di affrontare le criticità del quartiere "con approccio propagandistico e securitario, privo di qualsiasi visione politica costruttiva".
"Si individuano ‘fantomatici’ nemici a cui attribuire ogni colpa e si omettono volutamente le soluzioni che partano dalle problematiche strutturali di questa zona della città", hanno scritto in un comunicato, annunciando atti in Consiglio per cambiare approccio.
Secondo Diritti in Comune, la zona avrebbe bisogno di interventi strutturali e partecipati, non di slogan. "Negli ultimi anni non c’è stata una singola iniziativa da parte dell’amministrazione né nella direzione di un ascolto attivo né di un progetto di riqualificazione", hanno dichiarato. A fare eccezione, un parcheggio tra i civici 120 e 126 annunciato da Pisamo e già utilizzato "senza alcun controllo, nonostante i lavori non siano terminati".
Tra i problemi evidenziati, la viabilità compromessa, l’assenza di manutenzione dei marciapiedi, attraversamenti pericolosi e parcheggi selvaggi. "L’isola di traffico tra via Tronci, via Cattaneo, via Emilia e via Fiorentina viene usata come parcheggio, impedendo la visibilità. I passeggeri della fermata Cattaneo 2 devono salire e scendere dai bus invadendo la carreggiata", hanno scritto. Nessun intervento, a loro dire, è stato avviato per risolvere il problema del degrado urbano, tra cui "l'abbandono di rifiuti, bottiglie di vetro e oggetti pericolosi".
Nel comunicato si sottolinea anche l’assenza di una strategia per valorizzare la socialità. "In via Cattaneo esistono realtà ricreative che cercano di fare un lavoro importante in uno spazio sempre più discriminato. Su questo però niente viene detto". E ancora: "La Stazione Leopolda, un tempo cuore pulsante del quartiere, è stata affidata alla Patrimonio Pisa che l’ha resa un corpo estraneo al quartiere".
Le critiche investono anche il piano del commercio, che secondo i promotori del comunicato "ha abbandonato il tessuto di prossimità", e le politiche sull’inclusione. "Come si può pensare di gestire i rapporti con le comunità migranti senza mai interfacciarsi con loro?".
Infine, l’accusa più dura è contro le politiche di videosorveglianza. "Le costosissime telecamere non hanno prodotto alcun effetto nel contrastare spaccio e danneggiamenti. Questi episodi si combattono con le alternative, non con la repressione".
Il gruppo di opposizione porterà la questione in aula: "È arrivato il momento che la Giunta si prenda le sue responsabilità. Le passeggiate squadriste patrocinate da esponenti di spicco della maggioranza sono inaccettabili e vanno respinte in nome del diritto e del rispetto della città".