Un’assemblea partecipata, una raccolta firme e la nascita di un nuovo comitato cittadino. È quanto emerso dall’incontro pubblico “Il futuro di Via Garibaldi”, organizzato al Parco delle Concette dopo le discussioni sul progetto che prevede la realizzazione di un parcheggio nell’area occupata dallo spazio sociale Newroz.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, oltre trecento persone hanno preso parte all’assemblea. Residenti, studenti, lavoratrici, lavoratori, associazioni e commercianti del quartiere hanno espresso contrarietà all’ipotesi di trasformare l’area in un parcheggio.
"Oltre trecento persone hanno partecipato a un’assemblea attraversata da un messaggio chiaro: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere, e non essere sostituito da un parcheggio nel cuore di Via Garibaldi", si legge nella nota diffusa dal Comitato di Via Garibaldi.
Tra i primi firmatari della petizione pubblica ci sarebbero anche numerose attività commerciali della zona, dalle pizzerie ai negozi di prossimità. Gli organizzatori sostengono che molte delle persone presenti non frequentino abitualmente lo spazio sociale, ma condividano la contrarietà alla trasformazione urbanistica prevista.
"Dall’assemblea emerge una convinzione condivisa: il Newroz deve restare dov’è e il Comune deve ritirare la previsione del parcheggio nell’area di Via Garibaldi", viene spiegato nel documento diffuso dopo l’incontro.
L’assemblea ha inoltre deciso di avviare una petizione pubblica dal titolo “No al parcheggio sull’area del Newroz di Via Garibaldi”, collegata alle osservazioni al Piano Operativo Comunale. Prevista anche una raccolta firme diffusa in più punti del quartiere e la costituzione di un gruppo tecnico composto da professionisti di vari settori, tra cui architetti, ambientalisti e storici dell’arte.
Nel programma annunciato dal neonato comitato figura anche una “Festa di Via Garibaldi”, prevista per il 3 Luglio 2026, pensata come momento di incontro e mobilitazione del quartiere. Tra le motivazioni portate avanti dai promotori ci sono la tutela dell’area attorno alle mura e a Porta Calcesana, la difesa della socialità di quartiere e la preoccupazione per un possibile aumento di traffico e inquinamento.
Sul fronte opposto interviene Raffaella Marchetti, consigliera comunale di Futuro Nazionale, che respinge la lettura del progetto come un attacco agli spazi di aggregazione. “La socialità è un valore e non può esistere fuori dalle regole”, ha detto Marchetti, richiamando l’accesso agli atti presentato dal gruppo consiliare FNV nel Marzo 2026. Secondo la consigliera, da quella documentazione emergerebbero diverse criticità: una concessione scaduta da anni senza rinnovo, verifiche sul mancato pagamento della Tari, insoluti sulle indennità di occupazione e problemi relativi alle utenze dell’immobile. “Conosco tanti ragazzi e tante associazioni che rispettano le procedure, partecipano ai bandi, aspettano assegnazioni e pagano regolarmente ciò che devono”, ha aggiunto. Per Marchetti, quindi, legalità e aggregazione non sono in contrasto: “Difendere davvero la socialità significa costruire spazi aperti, regolari e accessibili, non alimentare l’idea che possano esistere situazioni tollerate all’infinito”.