Dieci Vigili del Fuoco, sei dei quali toscani, sono finiti sotto procedimento disciplinare per aver partecipato in divisa alle manifestazioni svolte lo scorso Ottobre durante gli scioperi generali e, in particolare, al presidio del 22 Settembre a Pisa, quando alcuni pompieri si inginocchiarono in silenzio davanti alla bandiera palestinese in memoria delle vittime di Gaza. Tra loro anche il pisano Claudio Mariotti, sindacalista Usb e vigile del fuoco, che insieme ai colleghi dovrà rispondere davanti al Ministero dell’Interno con l’accusa di aver “disonorato” la divisa.
Secondo quanto denunciato dall’Usb, la contestazione riguarda proprio l’aver manifestato in uniforme e l’aver preso parola pubblicamente durante lo sciopero. Una scelta che, per il sindacato, si inserisce “in una politica volta a reprimere chi manifesta contro Israele e le sue politiche genocide”. Lo stesso Mariotti ha ricordato come il Corpo dei Vigili del Fuoco sia ambasciatore Unicef, a conferma di una vocazione storica alla solidarietà verso tutte le vittime dei conflitti.
Sulla vicenda è intervenuto anche il gruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra. I consiglieri Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti hanno espresso “piena solidarietà ai dieci Vigili del Fuoco colpiti da pesanti contestazioni disciplinari dal Ministero dell’Interno per aver partecipato, in uniforme, a una legittima manifestazione di protesta”. “Punirli per un gesto di compassione e di testimonianza civile, compiuto nel quadro di uno sciopero sindacale legalmente proclamato, è un atto grave e molto pericoloso” hanno scritto, sottolineando che “i Vigili del Fuoco, come i metalmeccanici in tuta o i sanitari in camice, hanno il sacrosanto diritto di rivendicare le proprie ragioni mostrando pubblicamente la propria appartenenza professionale”.
Nel mirino di AVS c’è anche il rischio di un uso intimidatorio dei procedimenti disciplinari. “Vediamo in queste contestazioni un preoccupante tentativo di intimidazione verso chi è sceso in piazza per denunciare il genocidio israeliano a Gaza” ha commentato Falchi, parlando di “un attacco che riguarda non solo i pompieri, ma la libertà di espressione e il diritto di sciopero di tutti i lavoratori”.
Usb lega il caso anche al più ampio riordino del Corpo nazionale, che secondo il sindacato punterebbe a una progressiva militarizzazione dei Vigili del Fuoco, equiparandoli agli operatori di pubblica sicurezza. Una linea che, viene denunciato, non affronta le criticità storiche del settore, dal precariato alla carenza di organico, fino alla necessità di investimenti su mezzi, formazione e prevenzione.
Infine anche Una Città in Comune, con Ciccio Auletta, esprime solidarietà, "Esprimiamo tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà a Claudio Mariotti, rappresentante sindacale USB dei Vigili del Fuoco di Pisa, e agli altri lavoratori oggetto di un attacco repressivo durissimo e inquietante da parte del Viminale guidato dal ministro Piantedosi. Si tratta di una palese intimidazione che si inserisce in un clima generale di repressione e che, nel caso specifico, si connette alla proposta del Governo di militarizzare il Corpo dei Vigili del Fuoco, equiparandoli a operatori di pubblica sicurezza"
La mobilitazione intanto prosegue. Mercoledì 28 Gennaio, alle 15, è in programma a Roma un’assemblea-dibattito in solidarietà con i Vigili del Fuoco sanzionati e contro quella che viene definita una deriva repressiva.