Attualità

Vittoria in cima alla Torre grazie ai combattenti del Gioco del Ponte

Una sedia speciale della Pubblica Assistenza di Ponsacco, tante associazioni e un sogno da realizzare: far vedere Pisa dall'alto alla bambina

Salire in cima alla Torre di Pisa non è una cosa semplice per tutti. Ma di fronte alla difficoltà, mettere insieme forze ed energie può risolvere la situazione. Così, nella giornata di ieri, venerdì 4 Settembre, la piccola Vittoria ha potuto realizzare il proprio desiderio: guardare Pisa dall'alto.

Per salire quei 294 gradini, la bambina di 8 anni, affetta da una malattia neurodegenerativa ancora senza cure, ha potuto fare affidamento sulla collaborazione dell'Opera della Primaziale Pisana, che ha reso accessibile il monumento soltanto per lei prima dell'apertura.

Ad accompagnarla, oltre ai genitori, sono stati i combattenti del Gioco del Ponte delle Magistrature di San Martino e Santa Maria, che hanno trasportato Vittoria con una sedia speciale fornita dalla Pubblica Assistenza di Ponsacco.

"Con piacere abbiamo partecipato a render possibile questo momento grazie all'aiuto dell'assessore Frida Scarpa, che ci ha accompagnato in questo percorso, insieme alla Magistratura di Santa Maria e ad altre associazioni: Michelhombres, Baca, Perignano Eventi e Vespa Club di Pisa e Pontedera - hanno scritto  dalla Magistratura di San Martino - realtà diverse unite dalla voglia di regalare un momento speciale a una bimba".

"Una mattina così non cambia le cose, ma lascia un ricordo bello da portare con sé nei momenti difficili: a volte basta la volontà, qualche gradino e un sogno si realizza - hanno concluso - un ringraziamento speciale all'Opera Primaziale Pisana, che consente accessi inclusivi con un iter agevolato e veloce. Grazie alla loro disponibilità, queste iniziative sono facilmente ripetibili e ci auguriamo possano coinvolgere quante più persone possibile".

Per la piccola Vittoria proprio il Vespa Club di Pontedera, che ha partecipato all'iniziativa, sabato 12 Settembre consegnerà i 15mila euro raccolti tramite le vendite delle toppe speciali a lei dedicate. Un modo per sostenerne i viaggi in Messico, unico Paese che offre una cura sperimentale per la sua malattia.