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Zanzare, Del Rosso, "la Regione faccia la sua parte"

L'assessore all'ambiente difende la prevenzione già svolta dal Comune e chiede alla Toscana una strategia integrata su fossi, acque e specie invasive.

Il Comune di Pisa rivendica gli interventi già messi in campo contro le zanzare e apre il confronto con la Regione Toscana sulla gestione degli ecosistemi. A intervenire è l’assessore all’ambiente Elena Del Rosso, secondo la quale le indicazioni arrivate da Firenze ricalcano attività che l’amministrazione comunale svolge già regolarmente.

"La risposta della Regione Toscana sulla gestione delle zanzare merita una risposta molto semplice: grazie dei consigli, ma a Pisa li stiamo già applicando. La Regione ci ricorda che bisogna fare prevenzione larvicida, pulire tombini e caditoie, eliminare i ristagni, coinvolgere i cittadini e intervenire sui focolai. Tutto corretto. Talmente corretto che è esattamente quello che il Comune di Pisa fa già. La stessa Regione, nella sua nota, indica infatti queste attività come strumenti ordinari di prevenzione e ricorda che i Comuni devono garantire i trattamenti larvicidi da marzo a ottobre. A Pisa queste attività vengono svolte regolarmente. E quando si è presentata una situazione di rischio sanitario, abbiamo fatto anche quello che la stessa Regione riconosce come necessario: gli interventi adulticidi mirati, compresi quelli nelle aree private interessate dall’emergenza. Insomma, la lezione di prevenzione della Regione arriva a un Comune che la prevenzione la sta già facendo. Il problema, però, è un altro", ha detto Del Rosso.

L’assessore sposta quindi il tema dalle sole disinfestazioni alla gestione complessiva del territorio. "Se vogliamo davvero affrontare il problema delle zanzare, dobbiamo avere il coraggio di guardare all’ecosistema nel suo complesso e non limitarci a contare le zanzare adulte quando diventano un’emergenza sanitaria. Perché un ecosistema alterato produce conseguenze. E sulle specie aliene invasive la Toscana ha responsabilità e competenze che non possono essere semplicemente scaricate sui Comuni. Prendiamo il gambero rosso della Louisiana, il cosiddetto gambero killer. Non è una scoperta di ieri: la sua presenza in Toscana è nota da decenni e la sua capacità di alterare gli ecosistemi acquatici è ampiamente documentata. È onnivoro, si alimenta anche di uova di pesci, anfibi e insetti acquatici e può provocare importanti alterazioni degli ambienti umidi. Eppure, mentre ai Comuni si spiega dettagliatamente come devono trattare le caditoie, sarebbe interessante sapere quale sia stata, nel tempo, la strategia regionale realmente efficace per affrontare il problema delle specie invasive nei nostri corsi d’acqua e nelle zone umide. Lo stesso discorso vale per la presenza di specie esotiche nei fossi e negli ambienti acquatici, comprese le tartarughe d’acqua dolce abbandonate e ormai naturalizzate in molti territori. Il problema non è demonizzare una specie, ma capire cosa accade quando un ecosistema perde progressivamente il proprio equilibrio e quali strumenti di gestione siano stati messi concretamente in campo", ha aggiunto l’assessore.

Il punto politico dell’intervento riguarda la divisione delle competenze. "Perché la biodiversità non si difende soltanto facendo conferenze sulla biodiversità. Si difende gestendo gli ecosistemi. E qui emerge una contraddizione piuttosto evidente: da una parte si chiede ai Comuni di ridurre al minimo gli adulticidi perché poco selettivi e potenzialmente dannosi per gli insetti; dall’altra, però, non si può ignorare il fatto che gli ecosistemi acquatici siano sottoposti da anni alla pressione di specie alloctone che ne alterano profondamente gli equilibri. La Regione stessa riconosce che la gestione delle specie aliene invasive richiede un quadro di competenze specifiche e che per le specie animali entrano in gioco anche i servizi veterinari. E allora forse sarebbe il caso di smettere di guardare soltanto alla zanzara che vola e cominciare a guardare a ciò che succede sotto quella zanzara. C’è poi un’altra questione. La Regione ci dice che l’adulticida non è una misura ordinaria e che va utilizzato soltanto quando necessario. Benissimo. Siamo d’accordo. Ma proprio per questo occorre costruire una vera strategia integrata: prevenzione larvicida, gestione dei fossi e delle acque, controllo delle specie invasive, tutela degli equilibri biologici, monitoraggio entomologico e interventi straordinari quando esiste un concreto rischio sanitario. Non si può pretendere che il Comune risolva da solo problemi che non nascono tutti sul suolo comunale e che riguardano ecosistemi, corsi d’acqua e biodiversità che richiedono una governance sovracomunale", ha proseguito Del Rosso.

L’assessore utilizza infine il caso del lupo come paragone per sostenere che la conservazione debba procedere insieme alla gestione delle popolazioni animali e alla tutela delle attività umane. "La metafora che viene spontanea è quella del lupo: per anni abbiamo assistito a discussioni in cui si chiedeva semplicemente al territorio di 'convivere' con il problema, senza affrontare adeguatamente la questione della gestione della popolazione e dell’equilibrio tra tutela della specie e sicurezza delle attività umane. Qui siamo in scala molto più piccola, naturalmente, ma il principio è simile: la conservazione non può significare abbandono della gestione. E soprattutto, non può diventare una parola magica con cui trasferire sempre la responsabilità a qualcun altro. Perché questo non è ambientalismo. È un ambientalismo strabico: vede benissimo ciò che fanno i Comuni, ma sembra avere qualche difficoltà a vedere ciò che accade fuori dal perimetro comunale. A Pisa continueremo a fare la nostra parte: prevenzione larvicida, igiene urbana, controllo dei focolai, informazione ai cittadini e interventi straordinari quando la situazione sanitaria lo richiede. Ma alla Regione chiediamo qualcosa di altrettanto semplice: faccia la sua parte sulle competenze che le appartengono. Perché contro le zanzare non basta inseguire quella che vola. Bisogna occuparsi dell’ecosistema che l’ha fatta nascere", ha concluso Elena Del Rosso.