Politica

Poc Pisa, Mazzeo, "La Regione lo boccia"

Il vicepresidente del Consiglio regionale attacca il piano del Comune dopo le osservazioni della Regione, "Conti lo fermi e lo riscriva"

Le osservazioni inviate dalla Regione Toscana al Piano operativo comunale (Poc) di Pisa riaccendono il confronto politico sul futuro urbanistico della città. A intervenire è il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, secondo cui il documento trasmesso a Palazzo Gambacorti metterebbe in evidenza criticità sostanziali del piano adottato dall'amministrazione guidata dal sindaco Michele Conti.

"La Regione Toscana ha trasmesso al Comune di Pisa le osservazioni al Piano operativo adottato dall’amministrazione Conti e il risultato è semplice: quel Piano viene smontato punto per punto", ha detto Mazzeo.

Secondo l'esponente del Partito Democratico, le osservazioni formulate dagli uffici regionali non riguarderebbero aspetti formali, ma investirebbero l'impianto complessivo del Piano. "Le osservazioni trasmesse al Comune non riguardano dettagli formali, ma investono l’intero impianto del POC", ha aggiunto Mazzeo, spiegando che i rilievi riguardano il dimensionamento delle nuove costruzioni, il consumo di suolo, la sostenibilità ambientale, oltre a temi come viabilità, sicurezza, qualità paesaggistica e adeguatezza delle infrastrutture.

Entrando nel merito, Mazzeo evidenzia come la Regione chieda al Comune di definire con precisione quanto sarà possibile edificare nelle diverse aree della città e per ciascuna destinazione d'uso. Tra le osservazioni vengono contestati gli indici edificatori ritenuti troppo generici, mentre si chiede di predisporre schede specifiche per ogni intervento. Vengono inoltre segnalate criticità relative all'accessibilità dei nuovi lotti, alla tenuta della rete viaria e alla densità edilizia prevista in alcune zone, comprese aree prossime all'Arno.

Ancora più severo, secondo Mazzeo, sarebbe il giudizio sul fronte ambientale. "In assenza di un dimensionamento complessivo definito, la Regione afferma che non è possibile valutare gli effetti del Piano sul consumo di suolo e sulla capacità del territorio di sostenere le nuove trasformazioni", ha commentato. Tra le carenze evidenziate figurerebbero anche gli approfondimenti su acqua, fognature, depurazione, rischi climatici, alluvioni improvvise, siccità e intrusione salina lungo la costa.

Le osservazioni riguardano anche il sistema delle infrastrutture. Secondo Mazzeo, la Regione sollecita studi sul traffico per valutare l'impatto delle nuove previsioni urbanistiche sulla Strada Regionale 206 e sulla FiPiLi, richiamando inoltre l'attenzione sul tema della sicurezza dei ponti presenti lungo la stessa SR206, uno dei quali sarebbe classificato con un livello di attenzione elevato.

Alla luce di questi rilievi, il vicepresidente del Consiglio regionale rinnova l'invito all'amministrazione comunale a rivedere il Piano. "In sintesi le osservazioni regionali certificano quello che diciamo da tempo: questo Piano, così com'è, non regge perché non chiarisce quanto si costruirà e quali conseguenze avranno le nuove previsioni su quartieri, ambiente, traffico e servizi. Conti si fermi e apra una revisione vera del Piano perché la Pisa del futuro ha bisogno di una direzione diversa: rigenerazione urbana, servizi di prossimità, spazi di socialità, più alberi, più ombra e un piano che preveda in maniera certa e concreta la riduzione di cemento e di isole di calore. Una città dei quindici minuti, che toglie l'asfalto con il depaving e che sia capace di migliorare la vita nei quartieri invece di aggiungere cubature, strade e parcheggi. Il verde è un’infrastruttura climatica e sanitaria. La stessa Regione chiede più superfici permeabili e alberature per contrastare le isole di calore", ha concluso Mazzeo.