Si torna di nuovo a San Siro, questa volta con 5000 tifosi al seguito. Stavolta però c’è l’Inter capolista, nel testacoda più netto che ci possa essere. Contro i rossoneri i nerazzurri erano andati davvero a un passo dall’impresa, ripresi solo nel recupero. Qui il livello si alza ancora. Servirà un'impresa anche solo per sperare di strappare un risultato positivo.
Come arriva l'Inter. I nerazzurri arrivano a questa partita con due motivazioni che pesano: la classifica e il calendario. In campionato, infatti, il turno mette sul tavolo anche gli scontri diretti delle inseguitric. Chivu non cambia pelle: base sempre 3-5-2. Ma dopo la Champions con l’Arsenal è facile aspettarsi rotazioni, anche per tenere dentro un trittico che prosegue con la trasferta di Dortmund e poi con Cremona. Davanti a Sommer, finito sotto la lente dopo l’ultima europea, la novità più probabile è Bisseck sul centrodestra, con Akanji che può essere spostato al centro e Bastoni sul centrosinistra. A centrocampo il tema è doppio: da una parte sostituire Calhanoglu, dall’altra dosare chi ha tirato la carretta. Zielinski dovrebbe restare in cabina di regia, Barella è il solito riferimento per tempi e intensità, mentre l’ultimo posto si gioca tra Mkhitaryan e Sucic, con l’idea di “spezzare” la partita e gestire minutaggio. Sugli esterni l’assenza di Dumfries apre il ballottaggio a destra, con Luis Henrique in prima fila. A sinistra, invece, Carlos Augusto può mettere pressione a Dimarco, in una scelta che spesso dipende dal tipo di partita che l’Inter vuole fare: più spinta o più equilibrio. Davanti, il punto fermo è Lautaro Martinez, in campionato è in doppia cifra e all'andata giustiziò il Pisa. Al suo fianco Chivu può alternare: Pio Esposito è un’opzione credibile, Bonny resta l’attaccante che può spaccare la gara in velocità, mentre Thuram è quello da centellinare, visti gli impegni della settimana.
Come arriva il Pisa. "Incoscienza e spregiudicatezza", ha predicato Gilardino. Di fatto già un indizio sul modulo da utilizzare. Il tecnico ritrova Caracciolo dopo la squalifica. E riabbraccia Akinsanmiro, rientrato dalla Coppa d’Africa senza mettere minuti con la Nigeria. In più ci sono i volti nuovi del mese: Durosinmi, Bozhinov e Loyola, ufficializzato ieri con il transfer arrivato all'ultimo tuffo. Difficile infatti immaginarli tutti dall’inizio, più facile pensare a un loro utilizzo a gara in corso, anche per cambiare passo o aggiungere fisicità. L’idea, infatti, è che Gilardino confermi l’ossatura vista con l’Atalanta: 3-4-2-1, squadra corta e pronta a ripartire. Tra i pali ci sarà Scuffet, mentre Semper resta in dubbio per un dolore al ginocchio. In difesa il capitano torna al centro e Calabresi si candida a restare dentro, con Coppola che può essere l’alternativa. Occhio però perché Calabresi non molla e Bozhinov potrebbe anche essere la sorpresa. In mezzo Marin parte avanti a Piccinini per guidare il primo palleggio e dare ordine. L'altro a giocare a centrocampo sarà Aebischer. Davanti, il copione resta quello: Tramoni e Moreo tra le linee a supporto di Meister, chiamato a fare un lavoro sporco enorme, tra pressione e appoggi per far salire la squadra. Poi Durosinmi da subentrato.
LE PROBABILI FORMAZIONI DI INTER-PISA
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Alanji, Bastoni; Luis Henrique, Mkhitaryan, Zielinski, Barella, Carlos Augusto; Pio Esposito, Lautaro. All. Chivu
PISA (3-4-21): Scuffet