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Cecchelli, "Il Nobel ai bambini vittime di Gaza"

Il sindaco aderisce all'appello a un anno dalla morte della giovane Marah, sepolta a Pontasserchio: "Il suo ricordo ci obblighi a non voltarci"

Un anno dopo la morte di Marah, la giovane palestinese arrivata da Gaza per essere curata e sepolta nel cimitero di Pontasserchio, San Giuliano Terme torna a guardare alla Striscia. Il sindaco Matteo Cecchelli ha aderito alla proposta, lanciata attraverso il quotidiano Avvenire, di candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace.

Una scelta che il primo cittadino lega alla tragedia dei minori coinvolti nei conflitti, ma anche alla storia che un anno fa ha toccato direttamente la comunità sangiulianese.

"C’è qualcosa di profondamente ingiusto nel fatto che, quando parliamo di guerra, siamo ormai abituati a contare i bambini. Li contiamo tra i morti, tra i feriti, tra gli sfollati. Contiamo quelli rimasti senza una casa, senza una scuola, senza una famiglia. A volte diventano una fotografia che attraversa per qualche ora le nostre televisioni e i nostri telefoni. Poi arriva un’altra notizia, un altro bombardamento, un’altra guerra. Per questo considero importante la proposta di candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace e per questo ho deciso di aderire", ha detto Cecchelli

A San Giuliano il tema assume un significato particolare proprio per quanto accaduto nell'Agosto 2025. Marah era arrivata dalla Striscia in Italia per ricevere cure, ma era morta per le conseguenze delle sofferenze patite. La giovane palestinese riposa nel cimitero di Pontasserchio.

"Per me questa non è una riflessione astratta. Sono il Sindaco di una comunità che con Gaza ha costruito, suo malgrado, un legame che resterà nella nostra memoria. Nel cimitero di Pontasserchio, nel Comune di San Giuliano Terme, riposa una ragazza palestinese arrivata da Gaza in Italia per essere curata, e morta per le conseguenze di una tragedia che ha assunto i caratteri del genocidio. La nostra comunità l’ha accolta nel suo ultimo viaggio e da allora quella giovane vita è diventata anche una parte della nostra memoria collettiva", ha aggiunto il sindaco.

Cecchelli ha quindi allargato la riflessione alle conseguenze della guerra sui più piccoli: "Una delle tante vite che rischiano di scomparire dietro una cifra: a Gaza tutto questo sta avvenendo davanti agli occhi del mondo, da troppo tempo e in una dimensione intollerabile. Migliaia di bambini sono stati uccisi, altri sono stati feriti, mutilati, sono rimasti orfani, hanno conosciuto la fame, la distruzione, lo sfollamento continuo. Un’intera generazione sta crescendo dentro una condizione che nessun bambino dovrebbe conoscere".

La proposta, nelle parole del sindaco, assume un valore che va oltre Gaza e comprende i minori coinvolti negli altri conflitti.

"Il Nobel ai bambini di Gaza avrebbe una forza universale proprio perché potrebbe diventare il Nobel di tutti i bambini a cui gli adulti hanno consegnato una guerra che non avevano scelto: dei bambini israeliani uccisi il 7 ottobre 2023 e di quelli trascinati nell’orrore di quel giorno, dei bambini ucraini e russi, dei bambini sudanesi e di tutti quei bambini che muoiono nei conflitti dei quali ormai quasi non parliamo più".

Cecchelli ha precisato anche il significato politico della proposta: "Le guerre non sono tutte uguali. Hanno cause, responsabilità, aggressori e aggrediti che la politica ha il dovere di riconoscere. Mettere al centro i bambini non significa cancellare queste differenze e neppure rinunciare a chiamare le cose con il loro nome. Significa affermare qualcosa che dovrebbe venire ancora prima: nessuna ragione politica, militare, religiosa o geopolitica può rendere accettabile l’annientamento dell’infanzia"

Secondo il sindaco, uno dei pericoli è che il ripetersi delle immagini provenienti dalle zone di guerra finisca per generare assuefazione.

"Il rischio, grande, è che tutto questo smetta di scandalizzarci ed è proprio qui che una candidatura simbolica può acquistare un significato politico enorme: non perché i bambini di Gaza abbiano costruito la pace. Non dovrebbe essere loro richiesto: sono gli adulti ad avere il dovere di costruirla. I bambini di Gaza meritano il Nobel perché rappresentano, nella maniera più dolorosa possibile, il fallimento del mondo degli adulti".

"Un mondo capace di investire risorse immense negli armamenti e molto meno determinato quando si tratta di costruire istituzioni internazionali capaci di impedire le guerre. Un mondo nel quale il diritto internazionale viene troppo spesso invocato a seconda delle convenienze. Un mondo che continua a chiedere ai bambini di sopportare le conseguenze delle decisioni prese dagli adulti", ha aggiunto.

Infine il richiamo alla responsabilità delle comunità locali e ancora una volta alla memoria di Marah.

"Da Sindaco penso anche che questa domanda riguardi le nostre comunità, per quanto lontane possano sembrare dai luoghi nei quali cadono le bombe. La pace non si costruisce soltanto nei vertici internazionali. Si costruisce nell’educazione, nell’accoglienza, nella capacità di riconoscere nell’altro una persona prima ancora di un’appartenenza. Si costruisce rifiutando l’idea che esistano vite che valgono meno di altre".

"San Giuliano Terme custodisce oggi una di quelle vite. Una ragazza venuta da Gaza riposa nella nostra terra. Non abbiamo potuto restituirle il futuro che meritava. Possiamo però scegliere di non dimenticarla e fare in modo che il suo ricordo ci obblighi a non voltarci dall’altra parte davanti agli altri bambini che continuano a morire", ha concluso Cecchelli.