È partita la prima riunione operativa nel palazzo comunale dopo gli allagamenti che, a fine Novembre, hanno colpito duramente diverse zone del territorio. Il tema sul tavolo è chiaro: la messa in sicurezza del bacino del fiume Morto. "È necessario avviare quanto prima un percorso per la messa in sicurezza del fiume e del suo bacino – ha detto il sindaco Matteo Cecchelli – anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto, perché non si ripeta quanto accaduto, che ha coinvolto anche una parte del territorio del Comune di Pisa, fino a Porta a Lucca".
Nel giro di 24 ore, tra il 24 e il 25 Novembre, a Metato sono stati registrati quasi 110 millimetri di pioggia. A farne le spese non sono stati solo gli abitati di Metato, Ghezzano, San Martino a Ulmiano e Sant’Andrea in Pescaiola, ma anche molte aree coltivate, con danni consistenti.
Al tavolo convocato da Cecchelli erano presenti anche Maurizio Ventavoli, presidente del Consorzio Basso Valdarno, Marco Pacini di Coldiretti, il consigliere regionale Matteo Trapani e alcuni agricoltori. "Per la messa in sicurezza servirà il coinvolgimento degli enti competenti, come Regione e Genio Civile – ha aggiunto Cecchelli – che saranno chiamati nelle prossime settimane".
Trapani ha assicurato il proprio impegno: "Mi farò carico di sostenere le istanze del territorio nei tavoli regionali, convinto che verranno accolte".
Sul piano operativo, l’amministrazione comunale ha annunciato l’avvio a breve di un piano straordinario di pulizia delle caditoie nei centri abitati colpiti dagli allagamenti. Con l’arrivo della Primavera, interverrà anche il Consorzio con un piano di analisi del reticolo secondario del fiume e un successivo programma di manutenzione. "Ci occupiamo delle manutenzioni ordinarie – ha spiegato Ventavoli – ma partiremo da una valutazione tecnica, anche sulla qualità dei terreni".
Dal presidente provinciale di Coldiretti è arrivato un appello diretto: "Le esondazioni sono il risultato di piogge sempre più intense. Serve un’azione concreta: dragare il fiume e i fossi".