Una mozione presentata contemporaneamente nei Consigli comunali di San Giuliano Terme e Vecchiano per chiedere un cambio di passo nella gestione del ciclo dei rifiuti in Toscana. L'iniziativa porta la firma della consigliera comunale civica Elisabetta Mazzarri e del consigliere comunale civico Vincenzo Carnì del gruppo "Un Cuore per Vecchiano".
Al centro del documento c'è la recente deliberazione del Consiglio Regionale della Toscana del 27 Maggio 2026, che proroga fino al 31 Dicembre 2028 gli indirizzi per le convenzioni tra le Ato. Secondo i due consiglieri, il provvedimento evidenzia come le tre Ato toscane non abbiano ancora raggiunto una piena autosufficienza nella programmazione degli impianti necessari alla gestione dei rifiuti.
"La Provincia di Pisa non può continuare a essere la discarica della Toscana". È questa una delle affermazioni contenute nel comunicato diffuso dai promotori dell'iniziativa, che contestano il continuo trasferimento di rifiuti dall'area fiorentina verso il territorio pisano.
Nel testo si legge inoltre che "la mozione congiunta afferma con chiarezza che il territorio pisano non può più essere trattato come un bacino di compensazione per le inefficienze altrui". Mazzarri e Carnì chiedono quindi ai rispettivi sindaci di attivarsi presso le istituzioni competenti affinché ogni Ato realizzi gli impianti necessari nel proprio territorio e venga ristabilito il principio di autosufficienza previsto dalla normativa.
Secondo i due consiglieri, occorre inoltre fermare lo spostamento dei rifiuti tra diverse aree della regione, una pratica ritenuta insostenibile sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo ambientale.
"La presentazione coordinata della stessa mozione nei due Consigli comunali rappresenta un segnale politico chiaro e inequivocabile: Vecchiano e San Giuliano Terme si muovono insieme per chiedere trasparenza, responsabilità e una pianificazione seria del ciclo dei rifiuti in Toscana". Il comunicato si conclude con un ulteriore richiamo alla programmazione del settore: "L’economia circolare non può essere uno slogan: richiede impianti, programmazione e rispetto dei territori".