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Romagna, l'82° anniversario dell'eccidio

Cerimonia al sacrario con Cecchelli e Angori. Omaggio anche a Franca Roventini, che ha compiuto 100 anni e ha intonato "Bella Ciao"

A 82 anni dall'eccidio della Romagna, istituzioni, associazioni e cittadini si sono ritrovati davanti al sacrario sopra Molina di Quosa per ricordare una delle pagine più drammatiche della storia del territorio. La commemorazione, organizzata dal Comitato interparrocchiale dell'Azione Cattolica per le onoranze ai Martiri della Romagna, ha posto al centro il valore della memoria e il suo significato per le nuove generazioni.

Nella notte tra il 6 e il 7 Agosto 1944, le SS naziste, con la collaborazione dei fascisti locali, rastrellarono circa 300 uomini e una donna, Livia Gereschi, insegnante di tedesco che si era offerta come mediatrice. Undici giorni dopo, il 11 Agosto, 69 persone, compresa Gereschi, furono fucilate tra Filettole, Balbano e Quiesa.

Nel suo intervento il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, ha sottolineato il significato attuale della ricorrenza. "La nostra Costituzione nasce anche da luoghi come questo, dal sacrificio di chi ha sofferto, resistito e scelto la libertà invece della paura. La memoria non ci chiede solo di ricordare ciò che è accaduto ma ci chiama ogni giorno a scegliere da che parte stare: da quella della democrazia contro ogni autoritarismo, della libertà contro ogni oppressione e dalla parte della pace contro ogni guerra", ha detto.

Il primo cittadino ha poi richiamato l'importanza della trasmissione della memoria. "Custodire la memoria significa anche educare le nuove generazioni perché nessuno nasce conoscendo la storia e la memoria va trasmessa, raccontata, condivisa perché è un patrimonio collettivo che vive solo se trova nuove voci capaci di raccontarlo", ha aggiunto.

Alla cerimonia era presente anche il presidente della Provincia di Pisa, Massimiliano Angori, che ha ricordato il valore della Resistenza nella costruzione della Repubblica. "Vogliamo pensare che le vittime della Romagna non siano morte invano perché è anche da quel dolore che nasce la nostra Repubblica e che abbiamo potuto vivere oltre ottant’anni di pace, democrazia e rispetto dei diritti fondamentali", ha detto. "Mai come oggi, però, la loro lezione ci guida e ci chiama a praticare una 'nuova Resistenza' in accezione moderna, una resistenza civile e culturale per difendere la pace, la convivenza democratica e la coesione sociale", ha aggiunto.

Durante la celebrazione è intervenuto anche don Lorenzo Correnti, vice cancelliere della Curia arcivescovile, che nell'omelia ha tracciato un parallelo tra il martirio di Giovanni Battista, le vittime della Romagna e quelle innocenti di tutte le guerre. "Il fatto che, a 82 anni di distanza, oggi si sia qua a commemorare quell’eccidio significa che quella voce è ben lungi dall’essere spenta", ha detto.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente provinciale dell'Anpi Bruno Possenti, l'assessore del Comune di Pisa Riccardo Buscemi e Maria Elena Unida, studentessa di medicina intervenuta in rappresentanza della Pastorale giovanile del vicariato della Val di Serchio.

La mattinata si è conclusa con un momento particolarmente significativo. Il sindaco Cecchelli ha raggiunto Franca Roventini, storica parrucchiera di Molina di Quosa e instancabile testimone dell'occupazione nazifascista, nel giorno del suo 100° compleanno. Alla donna è stata consegnata una targa con la dedica: "A Franca Roventini, per il suo centesimo compleanno, con profonda gratitudine per aver trasmesso alle nuove generazioni il valore della storia vissuta e della memoria quale instancabile testimone del tempo, affinché il sacrificio di chi ha lottato per la libertà non venga mai dimenticato". Al termine della consegna, Roventini ha intonato "Bella Ciao", seguita da tutti i presenti.