Politica

Fronte compatto contro il parco eolico

Tredici aerogeneratori alti circa 200 metri e 93 MW complessivi. La Regione ha già chiesto integrazioni e rinviato l’avvio della procedura ambientale.

Una sala affollata e molte domande sul futuro delle Colline Pisane. La sera del 3 Settembre numerosi cittadini hanno partecipato all’assemblea pubblica promossa dal Comitato Colline Pisane per discutere il progetto eolico presentato dalla società Santa Luce Srl.

Il piano prevede la costruzione di 13 aerogeneratori, ciascuno alto circa 200 metri, per una potenza complessiva di 93 MW. L’area individuata si estende nei territori di Crespina Lorenzana, Fauglia, Orciano Pisano, Santa Luce e Rosignano Marittimo. Le installazioni interesserebbero direttamente i primi quattro comuni.

Durante l’incontro sono state esposte le preoccupazioni per gli effetti che un intervento di queste dimensioni potrebbe avere sul paesaggio, sui terreni agricoli, sulle attività turistiche e sulla vita delle comunità. Secondo il Comitato, gli impianti finirebbero per attraversare e modificare una parte rilevante delle colline.

La sindaca di Santa Luce Giamila Carli ha ribadito la contrarietà dell’amministrazione comunale. Ha precisato che ogni progetto legato alle fonti rinnovabili deve essere valutato singolarmente e ha ricordato che, in passato, il Comune aveva accolto un diverso impianto eolico dopo un percorso aperto alla partecipazione dei cittadini.

L’iter, intanto, ha subito un rinvio. Giacomo Durazzo, esponente del Comitato Colline Pisane, ha riferito che la Regione Toscana ha giudicato insufficiente la documentazione depositata dalla società proponente. L’avvio della procedura di Valutazione di impatto ambientale resta quindi sospeso in attesa delle integrazioni richieste.

Il presidente di Italia Nostra Toscana, Francesco Pratesi, ha inserito il caso di Santa Luce nel quadro dei grandi progetti energetici presentati in diverse zone del Paese. Ha richiamato il peso degli interessi economici e ha sostenuto che i territori coinvolti rischiano di subire le conseguenze di scelte prese senza un confronto adeguato con le comunità locali. Si è soffermato anche sui costi sostenuti attraverso le bollette e sul rapporto tra questi investimenti e i risultati ottenuti nel contrasto ai cambiamenti climatici.

Marco Bonucci, della Coalizione TESS, ha indicato come alternativa l’impiego dei tetti degli edifici industriali e commerciali per la produzione fotovoltaica, così da limitare il consumo di suolo. Ha portato all’attenzione dell’assemblea anche quanto sta accadendo in Val di Cornia, dove la crescita dei progetti eolici e fotovoltaici sta interessando terreni agricoli considerati particolarmente fertili.

Nel dibattito sono entrati anche gli impianti BESS, i grandi sistemi destinati all’accumulo dell’energia. Dal pubblico sono arrivate richieste di chiarimento sulle procedure autorizzative, che in alcuni casi non prevedono una valutazione ambientale ordinaria. La serata si è chiusa con la richiesta di una pianificazione energetica che tenga insieme produzione, tutela della biodiversità, agricoltura e turismo.