Attualità

Mezzo secolo di buddismo e comunità

L'Istituto Lama Tzong Khapa celebra 50 anni dalla fondazione. A Dicembre il momento centrale di un 2026 segnato da incontri con maestri internazionali

Cinquant'anni di attività, partendo da un piccolo gruppo di giovani fino a diventare uno dei punti di riferimento europei per lo studio e la pratica del buddhismo tibetano. L'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia celebra nel 2026 il mezzo secolo dalla propria fondazione con un calendario di incontri, insegnamenti e iniziative che culminerà il prossimo 3 Dicembre, anniversario della costituzione ufficiale dell'associazione.

La storia dell'Istituto Lama Tzong Khapa comincia infatti nel 1976, quando un gruppo di giovani che si era avvicinato al buddhismo tibetano decise di dare vita a un luogo dedicato allo studio, alla pratica e alla vita comunitaria. Il progetto nacque sotto l'ispirazione di Lama Yeshe e Lama Zopa Rinpoche, mantenendo negli anni il legame con la tradizione FPMT.

Da quella prima esperienza la realtà di Pomaia è progressivamente cresciuta, ampliando dimensioni, attività e rapporti internazionali. Accanto ai tradizionali programmi buddhisti sono stati sviluppati corsi di meditazione e yoga, iniziative culturali e collaborazioni con università italiane, anche su temi come le neuroscienze, il fine vita e la formazione delle professioni di aiuto. L'Istituto conta oggi oltre trenta dipendenti, una decina di volontari e una struttura organizzativa molto più articolata rispetto alle origini.

Nel corso dei suoi cinquant'anni Pomaia ha ospitato anche personalità centrali del buddhismo contemporaneo. Tra gli appuntamenti rimasti maggiormente legati alla storia dell'Istituto ci sono le cinque visite del Dalai Lama, l'ultima delle quali nel 2017. A queste si sono aggiunti negli anni numerosi maestri, insieme allo sviluppo dei programmi di studio e dei rapporti con il mondo universitario. Il percorso dell'Istituto è stato riconosciuto anche dalla Regione Toscana con il Gonfalone d'Argento per il ruolo culturale e sociale svolto sul territorio.

Particolare è anche il rapporto costruito con Pomaia e con il territorio circostante. Una presenza che nel tempo ha superato la dimensione strettamente religiosa: l'Istituto è frequentato non soltanto da buddhisti, ma anche da persone appartenenti ad altre religioni e da chi non segue un percorso spirituale, entrando così nella vita sociale, culturale ed economica della zona.

Il 2026 è stato pensato proprio come un lungo percorso verso il cinquantesimo anniversario. Il calendario è iniziato a Febbraio con il capodanno tibetano e la benedizione delle bandierine. Nei mesi successivi sono arrivati a Pomaia, tra gli altri, Alexander Berzin, Thubten Chodron, Ghesce Jampa Gelek, Ling Rinpoche, Ghesce Tenzin Zopa e Serkong Rinpoche.

Gli appuntamenti proseguono anche in questo mese di Agosto. Dopo l'inizio del ritiro con gli insegnamenti di Ghesce Tenzin Tenphel, in programma fino al 16 Agosto, dal 9 al 16 Agosto è previsto un periodo di pratica con Venerabile Sonam Wangchuk. Dal 17 al 23 Agosto sarà invece presente Ghesce Sherab, mentre il 22 Agosto è atteso Zong Rinpoche. Sonam Wangchuk tornerà poi dal 23 al 30 Agosto.

Il programma continuerà in autunno. Dal 16 al 23 Settembre sono previsti gli insegnamenti di Jhado Rinpoche, mentre uno dei momenti istituzionali legati all'anniversario è previsto durante la sesta edizione del Festival del Tibet, sempre a Settembre.

La data centrale resta però quella del 3 Dicembre, esattamente cinquant'anni dopo il deposito dell'atto costitutivo. Per l'occasione è prevista una grande puja con i festeggiamenti ufficiali. La giornata coinciderà inoltre con il compleanno di Lama Zopa Rinpoche e con il giorno di Lama Tzong Khapa e sarà accompagnata dall'inaugurazione dello Stupa dedicato a Lama Zopa.

A chiudere il calendario del cinquantesimo sarà Venerabile Robina Courtin, attesa dal 4 all'8 Dicembre. L'anniversario diventa così non soltanto un momento dedicato alla storia dell'Istituto, ma anche il punto di partenza per una nuova fase, con l'obiettivo di consolidare i percorsi di studio, rafforzare la dimensione internazionale e sviluppare ulteriormente il rapporto con le università e con il territorio.