Attualità

Takeda, 67 contratti a rischio nella sede di Pisa

Esuberi tra i somministrati: Filctem e Nidil Cgil chiedono lo stop al trasferimento a Vienna e convocano l'assemblea del 24 Giugno

Sessantasette lavoratrici e lavoratori in somministrazione rischiano il posto alla Takeda Manufacturing Italia di Pisa. A denunciarlo sono Filctem-Cgil Pisa e Nidil-Cgil Pisa, che parlano di una decisione legata al trasferimento di una parte delle attività produttive dallo stabilimento pisano a quello di Vienna.

Secondo quanto riferito dai sindacati, i lavoratori coinvolti sono impiegati tramite Adecco nella sede pisana dell’azienda farmaceutica, specializzata nella produzione di derivati del plasma. Per 37 di loro, già nella giornata di Lunedì 22 Giugno, è prevista la consegna della comunicazione di cessazione del contratto.

La presa di posizione della Cgil è netta. I sindacati esprimono "forte preoccupazione e profonda contrarietà" per una scelta che, a loro avviso, colpisce persone presenti in azienda da molti anni e che hanno contribuito alla crescita dello stabilimento con esperienza, professionalità e competenza.

Nel comunicato, Filctem e Nidil ricordano anche gli apprezzamenti ricevuti in passato dai lavoratori e le promesse, definite mai mantenute, di una progressiva stabilizzazione. Per le sigle sindacali, invece, sono proprio i lavoratori più fragili a pagare per primi gli effetti di decisioni prese dalla multinazionale.

"Rifiutiamo la logica per la quale si scaricano sui lavoratori più deboli e più ricattabili le conseguenze di gestioni che, in nome del profitto di pochi, sacrificano la vita di 67 famiglie", si legge nella nota firmata da Alessandro Conforti per Filctem-Cgil Pisa e Damiana Fiamingo per Nidil-Cgil Pisa.

Il nodo centrale resta la delocalizzazione di una parte delle attività. Secondo i sindacati, il trasferimento a Vienna non può trasformarsi automaticamente nella perdita di decine di posti di lavoro, senza prima aver verificato tutte le soluzioni alternative e senza un confronto pieno con le organizzazioni sindacali.

"Chiediamo a Takeda di stoppare il progetto di delocalizzazione, che inevitabilmente impoverirà tutto il sito di Pisa con gravi future conseguenze per tutto l’organico", hanno scritto Filctem e Nidil. Le due sigle chiedono anche l’annullamento delle cessazioni dei contratti, prima di valutare ogni possibilità per tutelare occupazione e reddito.

Il prossimo passaggio è già fissato. Mercoledì 24 Giugno è stata convocata l’assemblea sindacale, chiamata a decidere le azioni da intraprendere a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento pisano.