La Tangenziale Nord Est torna al centro del confronto pubblico, con una presa di posizione netta degli Amici di Pisa che riaprono il tema dei ritardi e delle risorse necessarie per completare l’opera.
“Il Piano Operativo Comunale discusso in Consiglio è uno degli atti più importanti per il futuro di Cascina. Eppure, ancora una volta, l’amministrazione PD ha scelto di tirare dritto, senza coinvolgere davvero il territorio”, affermano gli Amici di Pisa, ripercorrendo le origini del progetto viario, nato negli anni Novanta per collegare Madonna dell’Acqua al polo ospedaliero di Cisanello attraverso tre tratte.
Secondo quanto ricostruito, il piano iniziale prevedeva un investimento di circa 60 milioni di euro. “Il nuovo Santa Chiara si sta completando, ma la viabilità necessaria per raggiungerlo è sempre in alto mare e dalla sessantina di milioni iniziali, necessari per realizzare l’opera, la Provincia dichiara che ora servono 166 milioni, circa 100 in più di quanto previsto per l’opera originaria”.
Un aumento dei costi che, secondo gli Amici di Pisa, ha rallentato l’intervento e reso ancora più complessa la realizzazione completa della tangenziale. Intanto, sottolineano, si procede per stralci, con lavori in corso solo su alcune porzioni del tracciato.
Nel mirino anche la gestione delle risorse. “Nel 2014, la Regione incassò circa 17 milioni, vendendo le azioni inalienabili SAT, ma ruppe così il Patto Parasociale dei Soci pubblici, non riservando loro neppure il diritto di prelazione, favorendo così la privatizzazione del Galilei”. Da qui la richiesta di un ritorno di quelle risorse sul territorio.
Gli Amici di Pisa puntano il dito anche sulle priorità infrastrutturali a livello regionale, mettendo a confronto interventi realizzati altrove con quelli ancora incompiuti nell’area pisana. “Cosa dovrebbero pensare i pisani? ‘Ci sono figli e figliastri?’”.