Le scosse che negli ultimi giorni hanno interessato Pisa e il suo territorio riaprono inevitabilmente interrogativi sulla sismicità dell'area e, soprattutto, sulla possibilità di prevedere fenomeni capaci di generare paura anche quando non provocano danni. Dopo il terremoto del 4 Agosto e le nuove scosse registrate questa mattina, a fare il punto è Marcello Brugioni, presidente dell'Ordine dei Geologi della Toscana.
"La Toscana si sta muovendo con molta lungimiranza e attenzione e la quasi totalità dei Comuni, seguendo le indicazioni dei regolamenti regionali in materia, ha definito analisi di microzonazione sismica di primo livello. Resta però un limite fondamentale: la possibilità di prevedere con certezza quando avverrà un terremoto", ha detto Brugioni.
Il presidente dei geologi parte anche dalla componente emotiva che accompagna questi fenomeni. "Un terremoto è difficile da accettare: la terra e le nostre case iniziano a tremare e quello che un istante prima ci dava tranquillità e sicurezza ci tradisce e diventa all’improvviso un nemico spaventoso. È qualcosa che sfugge alla comprensione e provoca un profondo senso di incertezza, paura e smarrimento. E l’Italia non è esente da terremoti, anzi: è una delle nazioni in cui la probabilità di accadimento di un sisma è tra le più elevate, terremoti anche disastrosi hanno costellato la nostra storia, vedi quelli recenti dell’Aquila e di Amatrice, e da noi in Toscana quello in Lunigiana nel 2013, per non parlare del catastrofico terremoto in Mugello nel 1919 che provocò decine e decine di vittime. Con questo dobbiamo convivere, e quindi dobbiamo imparare, per quanto possibile, ad affrontare la cosa".
A fornire una dimensione del fenomeno sono i numeri dell'Ingv richiamati dallo stesso Brugioni. "Dai dati forniti dal portale Ingv si legge che nell’area della nostra nazione e porzioni immediatamente limitrofe, si sono verificati dall’inizio dell’anno circa 1200 terremoti di magnitudo superiore a 2. Se analizziamo un’area circolare di 50 km intorno a Pisa, ne contiamo 12 dall’inizio dell’anno, tra cui quello registrato il 4 Agosto scorso ed il treno di scosse successive, ma anche eventi accaduti nei primi mesi dell’anno, registrati dagli strumenti e non percepiti dai nostri sensi. L’attività sismica, quindi, in determinate aree è un fatto 'normale' e lo dobbiamo, giocoforza, accettare e comprendere".
La differenza rispetto ad altri fenomeni naturali è proprio nell'assenza di segnali che permettano di sapere con certezza quando arriverà una scossa. "Quello che ci destabilizza è che, contrariamente a frane e alluvioni che qualche segno premonitore lo danno e ci permettono di prepararci e di fronteggiare gli eventi, un terremoto avviene all’improvviso e colpisce le nostre certezze. Si sono fatti dei notevoli passi avanti nella ricerca, abbiamo una conoscenza approfondita delle aree a maggiore o minore probabilità di evento, indaghiamo e studiamo sempre con maggior dettaglio le cause (faglie, sistemi tettonici, cluster di eventi, etc.), determiniamo e stimiamo quantitativamente le accelerazioni possibili in funzione del tipo di materiale attraversato dalle onde sismiche ed in funzione di tutto questo sono definiti criteri rigorosi per la costruzione o la ristrutturazione di edifici", ha spiegato Brugioni.
Proprio sul fronte della prevenzione la Toscana avrebbe raggiunto un livello avanzato di conoscenza del territorio. "La Toscana si sta muovendo con molta lungimiranza e attenzione e la quasi totalità dei Comuni, seguendo le indicazioni dei regolamenti regionali in materia, ha definito analisi di microzonazione sismica di primo livello. Inoltre più di 150 amministrazioni possiedono o stanno completando i livelli 2 e 3, consentendo così la definizione dei dati analitici (accelerazioni, fattori di amplificazione, etc.) necessari per sapere come e dove costruire e quali possono essere le zone in cui, in caso di sisma, si possono avere i maggiori effetti di potenziale distruzione".
Le conoscenze accumulate, tuttavia, consentono di valutare il rischio sismico, non di stabilire il momento in cui si verificherà un terremoto. Le scosse pisane stanno comunque offrendo nuovi elementi alla ricerca. "Ma, nonostante tutto questo, ancora non riusciamo e non possiamo fornire una previsione di evento che abbia una certa fondatezza. Ogni sisma ci insegna cose nuove - ad esempio quello di Pisa del 4 Agosto ha dato modo di indagare, da parte dei ricercatori dell’Università di Pisa, un sistema di faglie profondo circa 10 km sotto la pianura pisana al quale è verosimilmente associata l’origine del terremoto – ma ancora ci sfugge la possibilità di previsione".
Da qui l'importanza della prevenzione e della conoscenza dei comportamenti da adottare durante un'emergenza. "E allora, se disgraziatamente accade un terremoto, quello che possiamo e dobbiamo fare è comportarci nella maniera migliore e quindi mettersi vicino ad un muro portante, sotto l’architrave di una porta, sotto un tavolo robusto, non precipitarsi fuori mentre la terra trema e non usare ascensori, chiudere i rubinetti del gas prima di uscire e tutte le altre norme e istruzioni che, in particolare se siamo in zone a probabilità di accadimento da media ad elevata, dobbiamo conoscere ed applicare. E naturalmente avere fiducia nella scienza e nella ricerca che ci permetteranno, un giorno non così lontano, di affrontare con maggior preparazione la 'normalità' dei terremoti", ha concluso Brugioni.