Dalla ricerca toscana, la scoperta di una nuova classe di molecole antivirali in grado di contrastare una varietà di virus respiratori agendo su una proteina delle cellule umane. La scoperta giunge da uno studio dell'università di Pisa, condotto in collaborazione con l'università di Torino e l’università del Piemonte Orientale. Le molecole individuate dagli scienziati sono risultate in grado di interferire, in vitro, con la replicazione di diversi virus respiratori, agendo su un processo cellulare che questi utilizzano per moltiplicarsi.
Il composto ha mostrato in vitro un’attività antivirale a concentrazioni molto basse nei confronti di virus appartenenti a tre diverse famiglie, tra cui virus influenzali, coronavirus e virus respiratorio sinciziale.
"Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medicinal Chemistry e vede al centro PDIA3, una proteina delle cellule umane che svolge un ruolo importante nella maturazione e nel corretto ripiegamento di molte proteine. Questo stesso sistema cellulare - spiega una nota Unipi - viene sfruttato da diversi virus per assemblare correttamente le glicoproteine presenti sulla loro superficie e necessarie alla formazione di nuove particelle infettive".
La ricerca ha portato all’identificazione di una nuova classe chimica di inibitori di PDIA3, che comprende una molecola particolarmente promettente, denominata AV22.
Un diverso approccio rispetto agli antivirali tradizionali
Un aspetto particolarmente significativo dello studio riguarda la comprensione del meccanismo d’azione. Gli esperimenti hanno mostrato che AV22 agisce dopo l’ingresso del virus nella cellula e interferisce con la corretta maturazione delle sue proteine di superficie. Nel caso dei coronavirus, il trattamento riduce la formazione dei ponti disolfuro della proteina Spike e porta alla produzione di particelle virali meno infettive.
Il lavoro introduce quindi un approccio diverso rispetto agli antivirali tradizionali: invece di colpire direttamente una proteina virale, punta a modulare un processo della cellula ospite che diversi virus utilizzano per completare il proprio ciclo replicativo. Questo potrebbe favorire lo sviluppo di antivirali ad ampio spettro, potenzialmente efficaci contro più virus e le loro relative varianti, e meno sensibili all’insorgenza di resistenze.
La ricerca su questa classe di molecole è stata avviata dal gruppo pisano, attivo nel Dipartimento di Farmacia e nel Centro Retrovirus, composto da Giulia Bononi, Erika Plicanti, Miriana Di Stefano, Lisa Piazza, Carlotta Granchi, Giulio Poli, Tiziano Tuccinardi, Valeria Di Bussolo, Giulia Freer, Mauro Pistello e Filippo Minutolo. Le prime fasi dello studio sono state sostenute da un finanziamento dell’Università di Pisa nell’ambito dei Dimostratori Tecnologici (progetto NOCARVIRUS), che ha permesso di sviluppare le idee iniziali.