Cronaca

La truffa della cena del calcetto

Si tratta di un facile raggiro a danno di ristoranti e pizzerie. Non tutti ci cascano ma quando accade l'amarezza è tale che non viene sporta denuncia

Si tratta di un raggiro semplice e ben congegnato, che qualche scaltro truffatore avrebbe messo a segno in almeno un ristorante della provincia di Pisa. Ecco come funziona.

Al ristorante si presanta un giovane che chiede di poter prenotare una cena da svolgersi al termine di un torneo di calcetto. Per far gola al ristoratore la prenotazione riguarda solitamente un giorno infrasettimanale e conta una ventina di commensali, con menù fisso a 30 euro o più.

Quando il ristoratore accetta la prenotazione ecco che viene servita la truffa: "Visto che vi portiamo oltre venti persone a cena - questa, in somma sintesi, la fatidica richiesta del truffatore -, sarebbe cosa bella e gradita una sponsorizzazione del torneo, altrimenti cancelliamo la prenotazione".

In genere per la fasulla sponsorizzazione la richiesta si aggira attorno ai 100 euro. Così se il ristoratore rifiuta si vedrà cancellare la prenotazione ma se accetta la beffa; non solo perderà le 100 euro: il fatidico giorno della cena si ritroverà con prenotazioni rifiutate, una sala vuota e in cucina pasti pronti per venti persone. Mentre il numero di telefono lasciato al momento della prenotazione, ovviamente, squilla fino a poche ore prime della cena fissata, poi risulta staccato. Un'amarezza tale da spingere spesso il malcapitato e ingenuo ristoratatore a non denunciare, erroneamente, la truffa subita. E così il truffatore continua a farla franca.

Ma come comportarsi? Il ristoratore dovrebbe chiedere dettagli precisi e circostanziati circa il torneo di calcetto e, in caso di dubbi, chiedere al giovane che prenota di tornare dopo qualche ora per riscuotere la sponsorizzazione, magari con una scusa, e nel frattempo avvisare le forze dell'ordine.