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Incendio alla Delca, presidio sotto il Comune

Iniziativa della Uilm e dalle Rsu e Rls di Pentair: "Chiediamo risposte chiare e concrete". E c'è una petizione per spostare lo stabilimento

L'incendio nello stabilimento della Delca Energy di Lugnano, avvenuto ormai una settimana fa, non è certo archiviato. Al di là di tutte le conseguenze ambientali che saranno da monitorare costantemente, c'è chi chiede trasparenza e risposte a seguito del rogo anche per chi lavora nelle vicinanze del sito.

Proprio per questo, nella mattinata di oggi, lunedì 15 Giugno, si è tenuto un presidio di fronte al palazzo comunale di Vicopisano, organizzato dalla Uilm di Pisa, che ha invitato a partecipare lavoratori, cittadini, associazioni e le realtà del territorio. Al termine della manifestazione, inoltre, una delegazione è stata ricevuta dal sindaco Matteo Ferrucci.

"Insieme alle Rsu e Rls di Pentair (azienda della zona industriale di Lugnano, ndr) chiediamo risposte chiare e concrete alle istituzioni e al sindaco in merito al grave incendio avvenuto una settimana fa - hanno scritto da Uilm - l'incendio ha coinvolto un impianto di gestione di rifiuti pericolosi situato in prossimità di aree abitate e realtà produttive. L’evento ha evidenziato criticità evidenti nella gestione dell’emergenza e nella prevenzione".

"Perché, nonostante l’incendio del 2020 e le ripetute segnalazioni da parte della Uilm delle Rls Pentair e di altre realtà del territorio, non sono state adottate misure efficaci di prevenzione e tutela delle comunità locali e dei lavoratori? - hanno domandato - Chi si farà carico dei lavoratori costretti alla cassa integrazione a causa dell’emergenza? Questa situazione non può essere minimizzata. La salute dei cittadini e dei lavoratori viene prima di tutto. È necessario garantire trasparenza totale, monitoraggi ambientali chiari e accessibili e misure concrete di prevenzione e sicurezza".

Il presidio, naturalmente, è finito poi sul tavolo della politica locale. "Non possiamo che sostenere pienamente le richieste avanzate dalla Uilm: la sicurezza dei lavoratori e la tutela della salute rappresentano temi sui quali non è possibile derogare - ha detto il consigliere comunale di opposizione Mario Palmieri - ribadiamo una posizione che il nostro gruppo porta avanti da molti anni: fin dal 2010, pur avendo nel tempo assunto denominazioni diverse, ci siamo sempre battuti contro la presenza di questo stabilimento nella zona artigianale di Lugnano". 

"Coerentemente con quanto abbiamo sempre sostenuto, ci siamo fatti promotori di una raccolta firme pubblica per chiedere la chiusura dello stabilimento - ha concluso - una petizione che, a oggi, ha raccolto oltre 1.200 adesioni sulla piattaforma Change.org, a testimonianza di una preoccupazione diffusa tra i cittadini. Siamo convinti che la chiusura dell'impianto non debba trasformarsi in un danno occupazionale per i lavoratori. Per questo chiediamo che venga avviato un percorso serio e concreto di delocalizzazione dell'attività in un'area più idonea, dove possa operare senza rappresentare un potenziale rischio per i dipendenti, per le aziende limitrofe e per la cittadinanza".