Politica

Mozione sulle foibe e l'opposizione se ne va

Palmieri e Giobbi lasciano l'aula dopo la presentazione del documento da parte della maggioranza: "Rimossa ogni menzione su Norma Cossetto"

Il palazzo comunale di Vicopisano

Una mozione per l'intitolazione di uno spazio alle vittime delle foibe, presentata dalla maggioranza che sostiene il sindaco Matteo Ferrucci, ha spinto due consiglieri di opposizione, Mario Palmieri e Marrica Giobbi, a lasciare l'aula in segno di protesta.

Una vicenda sempre molto delicata, quella delle foibe, che sistematicamente fa discutere in seno a quasi tutti i Consiglio comunali. E che non ha fatto eccezione nell'ultima seduta dell'assemblea vicarese. "La mozione, firmata dalla consigliera alla memoria Angelica Rossi, si è aperta con un'esplicita autoreferenzialità, trasformando un atto dovuto di memoria in una celebrazione amministrativa - ha spiegato Palmieri - tra l'altro, soltanto pochi giorni fa è emerso che il testo depositato divergeva dalla versione annunciata dalla maggioranza, che aveva parlato di un doppio omaggio: alle vittime delle foibe e a Norma Cossetto, studentessa istriana seviziata e gettata in una foiba. A lei, il presidente Carlo Azeglio Ciampi ha conferito nel 2005 la Medaglia d’Oro al Merito Civile"

Come denunciato dallo stesso Palmieri, però, nella mozione non vi era traccia di Cossetto. "Così come non vi era cenno ai responsabili storici: partigiani slavi e maresciallo Tito - ha aggiunto - per questo, ho letto in aula la motivazione della Medaglia d'Oro consegnata nel 2005 e ho riportato due documenti: il primo, del coordinatore toscano dell’Unione degli Istriani Giampaolo Giannelli, indirizzata a sindaco, Giunta e consiglieri, esprimeva soddisfazione per l’iniziativa; il secondo, del presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio dottor Silvano Olmi, che stigmatizzava l’omessa citazione dei partigiani comunisti slavi".

"Gli interventi in aula hanno accentuato questa distorsione - ha concluso - alla fine, la maggioranza ha respinto i primi due emendamenti del gruppo Vicopisano del Cambiamento: quello per sostituire vittime con martiri e quello per inserire il quadro storico delle epurazioni jugoslave dopo l'8 Settembre 1943. Così, abbiamo lasciato l'aula in segno di rispetto verso il dolore degli esuli giuliano-dalmati e dei caduti".