Nell'ambito della IX Assemblea Cia-Agricoltori Italiani che ha visto la rielezione all’unanimità di Cristiano Fini, imprenditore vitivinicolo modenese, dal 2022 alla guida della Confederazione, la presidente di Cia Etruria Cinzia Pagni ha evidenziato alcuni aspetti legati al futuro del settore.
“L’agricoltura - ha sottolineato Cinzia Pagni, presente all’Auditorium Antonianum con una delegazione di Cia Etruria - è il primo settore a subire le onde d’urto dei conflitti. Gasolio agricolo alle stelle (+100%), fertilizzanti fuori controllo (urea +43% e solfato di ammonio +20%) e un’impennata dei costi lungo tutta la filiera. Per questo- prosegue- a livello comunitario servono risposte rapide, forti e straordinarie, come durante il Covid”.
Restano in primo piano il problema del reddito, troppo esiguo per gli agricoltori i cui costi di produzione sono invece lievitati ulteriormente, e quello delle aree interne sempre più spesso oggetto di abbandono.
"Interessanti - ha proseguito Pagni - i risultati dell’indagine Cia Trend secondo cui 9 italiani su 10 temono alluvioni e frane mentre l’89% degli italiani considera l’abbandono delle aree agricole un fattore rilevante nell’aumento del rischio di tali calamità naturali, riconoscendo pertanto il fondamentale presidio attuato dagli agricoltori. A fare da contraltare a tale consapevolezza i dati relativi ai potenziali lavoratori più giovani, studenti, disoccupati attivi, NEET, per i quali il settore agricolo si ferma al 9% delle preferenze occupazionali ad appannaggio di comunicazione e marketing (22%), Pubblica Amministrazione (21%), digitale (19%) e questo perché i giovani percepiscono il settore come stabile, ma poco dinamico. Occorre una inversione di tendenza - ha concluso - incentivata anche da bandi a sostegno della categoria. E’ necessario che i ragazzi tornino a guardare all’agricoltura oltreché come un’importante opportunità lavorativa, anche per l’inestimabile valore che essa riveste”.