“Una legge incomprensibile che va a penalizzare ulteriormente i comuni rurali, già oggetto di spopolamento”. E’ questo il commento della presidente Cia Etruria Cinza Pagni alla luce della Legge Montagna (Disposizione per il Riconoscimento e Riconoscimento delle Zone Montane) del 12 settembre 2025 n. 31 che se da un lato punta alla valorizzazione delle zone montane dall’altro prevede la riclassificazione dei parametri necessari per essere incluso nella Comunità Montana.
La riclassificazione ha finito per depennare completamente la provincia di Livorno e quella di Pisa, con la sola eccezione di Castelnuovo Val di Cecina.
Nella Regione Toscana restano montani 113 comuni su quasi 200, tra montani e parzialmente montani, un danno per quei territori e per chi li abita. Finora i comuni classificati montani nella provincia di Livorno erano: Sassetta, Capraia Isola e sei comuni elbani. In quella pisana: Pisa, Buti, Calci, Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Pomarance e Volterra.
“Una riclassificazione fatta a tavolino col righello e la calcolatrice senza conoscere i territori e senza nessuna considerazione per le condizioni sociali, economiche e demografiche dei territori, trascurando l’importanza della ruralità. - ha commentato il professor Rossano Pazzagli, Università del Molise direttore di un Master nazionale sulle montagne - La montagna non è solo altimetria e pendenza, ma anche una condizione esistenziale dei luoghi. Purtroppo questi tagli, il cui prezzo più alto è stato pagato dalla Toscana occidentale, sono stati concordati d’intesa con le regioni e, per quanto auspicabile, vedo dura che si possa tornare indietro. Ovviamente i Comuni esclusi dalla comunità montana non beneficeranno di quegli incentivi, sgravi e premialità che vanno a vantaggio non solo dell’agricoltura ma anche di istruzione, sanità, imprese”.
Concorde Pagni sul fatto che tale misura rappresenti la ciliegina sulla torta ai danni dei territori rurali. “Cia Etruria si è sempre battuta per le aree interne - ha sottolineato Pagni - pensavamo che questa legge avrebbe riconfermato all’interno della Comunità Montana quei comuni che palesano oggettiva difficoltà sia di natura economica che di tenuta sociale, ma non è così. Basti pensare al depennamento dell’intera provincia livornese e praticamente tutta quella pisana, compresa l’intera area del monte Pisano. Come Cia - ha concluso - auspichiamo un dietrofront, oppure che a livello governativo vengano creati urgentemente nuovi strumenti come un piano strategico di finanziamenti e iniziative per le aree interne”.