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sabato 14 dicembre 2019

Attualità lunedì 17 agosto 2015 ore 17:00

Università, Pisa al top fra quelle italiane

L’ateneo nostrano si conferma ai primi posti nella classifica nazionale stilata dall’Arwu di Shanghai, fra le prime 200 nel mondo



PISA — L’Università di Pisa è seconda in Italia. A dirlo è l'Academic Ranking of World Universities, lo studio che la Jiao Tong University di Shanghai elabora ormai da 13 anni.

Nella classifica dei migliori al mondo, l'ateneo pisano si è piazzato tra il 150esimo e il 200esimo posto. Confrontando le schede delle singole istituzioni, si nota poi che Pisa, fra le italiane, è seconda solo alla Sapienza.

Più in basso, tra il 201esimo e il 300esimo posto, si sono posizionate invece le Università di Bologna, di Firenze e il Politecnico di Milano, mentre altri 12 atenei sono tra il 301esimo e il 500esimo posto.

L’Università di Pisa ribadisce la sua tradizione di eccellenza anche per quanto riguarda il macro settore delle Scienze naturali e matematiche, dove si piazza tra il 101esimo e il 150esimoo posto al mondo, e i campi disciplinari della Matematica, in cui è prima in Italia e tra il 76esimo e il centesimo posto al mondo, della Fisica, dove è tra il 101esimo e il 150esimo, e della Chimica, tra 151esimo e 200esimo.

In generale, l’Italia piazza 20 atenei tra i primi 500 al mondo, perdendo una unità rispetto allo scorso anno, in una classifica dominata dalle università degli Stati Uniti, seguite dalla Germania, dal Regno Unito e dalla Cina.

"La classifica di Shanghai, che per ampiezza di parametri e per metodologia utilizzata è la più autorevole al mondo – ha commentato il rettore Massimo Augello – conferma i risultati già emersi dagli altri principali ranking elaborati da istituti internazionali, a partire dal QS di Londra, che posizionano l’Ateneo pisano ai primi posti in Italia e individuano un gruppo molto ristretto di università stabilmente al vertice della graduatoria nazionale. Purtroppo questo scenario interno si colloca nell’ambito di un contesto generale che ci vede ancora una volta penalizzati a livello internazionale, riuscendo a mantenere una buona qualità media, ma perdendo progressivamente le nostre punte di eccellenza. A questo proposito, ricordo che solo fino a due anni fa l’Università di Pisa e La Sapienza erano nella fascia più alta tra 101° e 150° posto. Come era facilmente prevedibile e come i rettori stanno denunciando da diverso tempo, questo arretramento è la conseguenza inevitabile della costante diminuzione di risorse destinate alle università, che rischia di condannare il nostro sistema universitario e della ricerca a una progressiva marginalizzazione internazionale. Mentre l’Italia non ha alcuna università tra le prime 150 al mondo, infatti, ben 16 nazioni piazzano almeno una loro istituzione tra le prime 100, con la presenza sempre più massiccia di realtà emergenti - quali per esempio Singapore, la Corea e il Brasile - che, al contrario di quanto avviene nel nostro Paese, continuano a investire ingenti risorse nel settore".



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