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domenica 23 settembre 2018

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

DIZIONARIO MINIMO: Minime (seconda parte)

di Libero Venturi - domenica 08 luglio 2018 ore 07:00

Minime

Seconda parte

Cari ed affezionati lettori, dopo quelle di Domenica scorsa, per la vostra curiosità intellettuale e brama di conoscenza, ecco il resto delle altre “minime” che costituiscono una “summa” di pensieri festivi, anche se non sempre festosi. Una summa un po’ scarsa: tuttavia, come diceva Totò, è la somma che fa il totale.

“A ciascuno secondo i propri bisogni”. Un tizio entra in un bar. Ordina un cognac. Lo beve e ne chiede un altro. Poi un altro e un altro ancora. Alla richiesta del settimo, il barista gli fa: ma tutti questi cognac non saranno troppi? E lui dice: è vero e poi con quello che ho non potrei nemmeno berne. Cos’hai? Gli chiede, preoccupato, il barista. Un euro, il tizio risponde. Forse, per tornare ai talenti e relativa parabola citata nella prima parte delle “minime”, meglio proporre “a ciascuno secondo le proprie capacità”, che sarebbe già tanto. E far tornare i conti, non il rigore. Per tutti noi, dando per acquisita la libertà, ci sarebbero uguaglianza, giustizia e solidarietà. Ma questo non è solo tanto, è troppo. Rivoluzionario, direi. Il socialismo. Peccato che sia ormai desueto, a parte la Spagna.

“Cercasi sperma comunista”. È una notizia apparsa su Repubblica, in data 8 aprile 2018, per la firma di Filippo Santelli, corrispondente per la Cina e playmaker di basket. L’ospedale dell’Università di Pechino dà il via a una campagna per donare lo sperma: tra i requisiti le “qualità politiche adatte” come “amare la patria socialista e abbracciare la leadership del partito comunista”. Eugenetica politica. Comunismo e procreazione assistiti.

“Tutto ciò che si dice deve essere necessariamente veritiero, ma non tutto ciò che è veritiero deve essere necessariamente detto”. Questa davvero non è una massima, ma una minima, dettata da buon senso, da senso comune o da realismo. Non è esattamente un’esortazione alla verità. Però neanche alla menzogna. Un omaggio alla prudenza, purché non diventi reticenza. Certo, il limite tra le due cose è labile e soggettivo. Come, a volte, fra verità e menzogna. Non amo gli assolutisti, i presupponenti portatori di verità assolute. E non approvo nemmeno quelli che ritengono che bisogna dire tutto e a tutti ciò che si pensa. A volte in una coppia andrebbe già meglio se uno imparasse a non rispondere e l’altro a non chiedere e viceversa, approfittando del fatto che non siamo telepati. Con buona pace e nel pieno rispetto dell’articolo 21 della Costituzione, c’è una bella differenza tra libertà di parola e di pensiero e parole e pensieri in libertà. La libertà è fondamentale, ma nemmeno la libertà va assolutizzata, perché può diventare il potere, quando non l’arbitro, di tutti e di nessuno. E magari, alla fine, di uno solo.

“Sono le transizioni che ci fregano”. Questa di sicuro è mia. Ci fregano perché avvengono. Occorrono e così ci fregano. Maledetto occorrismo”! Passaggi di generazioni, di età e di amori, di professioni, trasformazioni politiche. E tutto quanto è necessario per vivere o anche solo per sopravvivere, interpretando il mondo che cambia e che ci cambia e andare avanti: allora perché ci frega? Non saprei, ma sento che è così. È giusto, va fatto e ci frega. Come nascere e cominciare il conto alla rovescia. Una bella fregatura.

“Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo” è Giovanni Pascoli, la poetica del fanciullino. “Tu sei antichissimo, o fanciullo! E vecchissimo è il mondo che tu vedi nuovamente”. Stolti sono coloro che contrappongono “veder nuovo e veder da antico, e dire ciò che non s’è mai detto e dirlo come sempre si è detto e si dirà”. In queste frasi pascoliane c’è il richiamo alla forma e alla sostanza del dire e il senso dell’eterno ritorno nel ciclo della vita. Passato e presente che si rinnovano per ogni nascita e si fanno futuro. Siamo 7,5 miliardi di persone al mondo, nel 2100 si stima saremo 11,2 miliardi, poi diminuiranno i tassi di natalità. Di recente ho visto un film vedibile che affronta l’argomento, “Seven sisters”, con Noomi Rapace. Fantascienza distopica. Sembra piuttosto che il mondo muoia per ogni nuovo nato. Ma Pascoli non poteva prevederlo e, comunque, aveva ragione. Ho pensato cose terribili e, vecchio e non credente, in un oratorio, una chiesetta di paese in cui mi sono imbattuto per caso, mi sono sorpreso a chiedere la grazia per una nascita. Un patto vantaggioso che sono pronto ad onorare. Perché è giusto darsi un futuro. Ci sarà pure un futuro in questo mondo per nostra madre Terra. E speriamo sia bello o migliore, anche se, a giudicare dai risultati e dai tempi, ora come ora, non sembra. Il pessimismo di quella poca intelligenza che avevo e che resta mi porta a disperare. Però alla fine la volontà, con il suo ottuso ottimismo, forse ci frega, ma ci dice che ci sarà una speranza anche per il mondo che verrà: in Terra e non soltanto nel Cielo. Sono malinconico e nostalgico, ma più malinconico che nostalgico. La nostalgia è seducente, è naturale sentirla. L’importante è non adorarla. Essere, semmai, nostalgici del futuro. Sono fra quelli che non si muoverebbero mai dal paese, però, a proposito di speranza nei cieli, se ci fosse da lasciare la Terra a causa della sovrappopolazione e andare su Marte, crederei che fosse possibile. Anzi, “un grande passo per l’umanità”. Un altro. E fondare una colonia, un nuovo mondo dove ognuno nasca libero e eguale. Ai tempi del PCI c’era una barzelletta. Il figlio al padre comunista: babbo, è vero che i coccodrilli volano? Macché, chi te l’ha detto? È scritto su L’Unità! Insomma, volicchiano... Forse i coccodrilli non volano, ma i comunisti sì. Comunisti su Marte, marziani e marxisti. Insomma, socialisti. PDS: Possibilmente Di Sinistra. PD: Perlomeno Democratici, anzi meglio. Andrebbe bene anche la Luna.

“Sono solo un uomo, e non tra i migliori”. Lo scrisse Luigi Tenco ad una donna amata che restò misteriosa. Non era Dalida. Sarebbe stata una meravigliosa canzone. Una delle sue. Per tutti coloro che si amano per sempre e di nascosto.

“In ognuno di noi c’è lo sforzo dei reietti di farsi accettare”. L’ho sentito dire in tivvù da un regista in un docufilm sulla storia del cinema. La frase era più o meno così. L’ho riportata a memoria e la metto in rete come un regalo per chi pensa e scrive meglio. Un regalo riciclato, ma meno facile e scontato di quanto si creda, perché è una frase profondamente giusta per me. Buona domenica e buona fortuna.

Pontedera, 8 Luglio 2018

Libero Venturi

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