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Attualità lunedì 08 maggio 2017 ore 12:15

"Canapisa al parcheggio del Pisamover"

La proposta di Noi Adesso Pisa: "Una buona idea per testare le strutture". Sinistra Italiana appoggia i manifestanti e rilancia con la Cittadella



PISA — Gli organizzatori del corteo antiproibizionista Canapisa, in programma per il 20 maggio, vorrebbero chiudere la manifestazione nell'area della Cittadella, ma il sindaco è contrario. La vicenda ha attratto l'attenzione di numerosi gruppi politici.

Tra molti il gruppo consiliare Noi adesso Pisa - Fratelli d'Italia- An, che avanza la sua proposta a firma del coordinatore Leonardo Sbrana, della portavoce Alessandra Orlanza e del capogruppo Maurizio Nerini: far terminare il corteo antiproibizionista nel parcheggio scambiatore di San Giusto, proprio all'esterno della stazione intermedia del Pisamover.

"Finalmente tutto esaurito almeno per un giorno ed i soldi non sarebbero stati spesi inutilmente" chiosa la portavoce del gruppo Alessandra Orlanza.

"Una buonissima idea per testare le strutture realizzate e fare prove di decentramento dei flussi turistici legati a fattori specifici, questo in particolare legato alla droga, in arrivo a piedi, con auto , bus, treno o aereo - aggiunge il capogruppo Maurizio Nerini - uno spazio vuoto facilmente raggiungibile con tutti i mezzi, decentrato e facilmente controllabile e pulibile".

Tra le realtà politiche c'è però chi appoggia la richiesta dei manifestanti per far terminare il corteo nell'area verde alla Cittadella.

"Come spiegato dagli organizzatori -si legge in un comunicato di Sinistra Italiana-  un diverso luogo di conclusione per la street parade andrebbe incontro all’esigenza degli abitanti di via Canevari e consentirebbe ad una manifestazione che richiama migliaia di persone da tutta la Toscana di disporre di uno spazio straordinario della nostra città, appositamente dedicato a concerti e festival musicali. Riteniamo molto problematico e non condivisibile il diniego del sindaco, perché implica una cultura della proibizione o, almeno, del disinteresse verso la cultura della legalizzazione, che oggi, invece, va promossa proprio in sede pubblica". 

"Vogliamo - aggiunge Sinistra Italiana- la fine della persecuzione delle persone che utilizzano sostanze rese illecite dal proibizionismo, il diritto alla coltivazione libera e il diritto all’uso terapeutico immediato per i pazienti che necessitano della cannabis. Il tema vero è quello della fine del monopolio della produzione, importazione e distribuzione che oggi è in mano alle narcomafie o alle multinazionali farmaceutiche e del tabacco. Solo una politica di depenalizzazione può impedire, da un lato, l’oscurantismo sui temi delle dipendenze, favorendo la diffusione di una cultura alternativa a quella della repressione, e, dall’altro, il dominio economico della criminalità".



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