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sabato 24 agosto 2019

Attualità venerdì 26 aprile 2019 ore 13:29

"Processo Liberazione comportò indicibili soprusi"

La sindaca Susanna Ceccardi

Un post della sindaca Susanna Ceccardi sul tema della Liberazione accende le polemiche e scatena le proteste di Anpi, Pd e Sinistra Italiana



CASCINA — Festa della Liberazione tra celebrazioni e botta e risposta sul senso del 25 aprile a Cascina. Ieri mattina si è svola la cerimonia: il corteo delle autorità e delle associazioni combattentistiche si è formato davanti al municipio, in corso Matteotti e ha poi raggiunto piazza dei Caduti, dove l'assessore alla cultura ha deposto una corona d'alloro al monumento e tenuto il discorso ufficiale.

Erano presenti i rappresentanti dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia, dell'Associazione nazionale Carabinieri, dell'Associazione nazionale Polizia di stato, dell'Arma dei Carabinieri, della 46esima Brigata aerea di Pisa, della Pubblica assistenza di Cascina, della Croce Rossa di San Frediano, e dell'associazione Falco.

Poi, nella tarda mattinata di ieri, un post pubblicato su Facebook dalla sindaca Susanna Ceccardi proprio sul tema della Liberazione ha acceso le polemiche. "Il processo di liberazione dal nazi-fascismo in Italia, non fu solo bandiere alle finestre, famiglie in giubilo e barrette di cioccolata dell’esercito alleato che entrava nelle città - ha scritto Ceccardi- Il processo di liberazione comportò indicibili soprusi a danno di tante famiglie italiane perbene. Vi presero parte tanti infami e violenti che rimanevano tali anche sotto una divisa da partigiano e in tanti paesi del Lazio la liberazione è ancora ricordata per gli stupri di massa perpetrati dai corpi francesi in Italia, le cosiddette marocchinate". 

"Il processo di liberazione - ha aggiunto la sindaca- è fatto di tante storie vere che nei decenni sono state censurate, proprio come le foibe. La festa del 25 aprile ci lascia un messaggio: i conflitti portano sempre ad azioni terribili, anche se commesse in nome di ideali altisonanti e giusti. I responsabili degli orrori commessi probabilmente oggi non vivono più. Proprio per questo, per raggiungere una vera serenità e pacificazione Nazionale, è giusto ricordare in questa giornata tutti gli errori di quell’orrenda guerra. Perché la Libertà deve essere necessariamente un valore condiviso, dalla Storia e dall’umanità".

Il post ha suscitato l'immediata risposta dell'Anpi cascinese. "Gentile Sindaco - ha scritto il presidente dell'Anpi di Cascina Franco Tagliaboschi - nessuno nega le terribili conseguenze della guerra. Gli storici, infatti, hanno il compito di studiare e analizzare i documenti e scrivere gli avvenimenti.
Non è certo l'Anpi che manipola e revisiona le vicende del nostro popolo. L'Associazione si affida a chi ha il compito di indagare e approfondire.
Il suo post, mi consenta, non fa alcun accenno alle responsabilità del fascismo nell'aver trascinato il nostro popolo in una guerra rovinosa. Non sarebbe giusto, gentile Sindaco, contestualizzare ogni vicenda storica? Anziché, come lei fa, prendere in considerazione solo quello che più fa comodo?".

"Infine - aggiunge Tagliaboschi- le vorrei far notare che da quando i cittadini l'hanno eletta, quale primo cittadino, lei non ha mai partecipato alla cerimonia del 25 aprile. Sarebbe giusto che lei venisse in Piazza Dei Caduti a sostenere le sue tesi sulla Liberazione. È un suo dovere, perché lei è il nostro primo cittadino. Invece si nasconde dietro dei post".

Anche il segretario provinciale di Sinistra Italiana Ettore Bucci replica al post della prima cittadina cascinese. "L'imbarazzante episodio  - scrive Bucci- dimostra che, oggi come ieri, la memoria pubblica e l'uso (im)politico di singoli, frammentati e disorganici episodi storici, senza il beneficio di un inquadramento serio o di analisi di fonti, sono terreni di battaglia autentica e quotidiana. Vale per il 25 aprile, vale per le vittime della Shoà e degli Olocausti di Rom e Sinti, omosessuali e disabili, vale per la mancata Norimberga italiana e gli scempi disumani perpetrati in Europa e in Africa".

"La pacificazione nazionale, cara prima cittadina, peraltro c'è già stata - conclude Bucci- si chiama Carta Costituzionale, democratica, antifascista, repubblicana".

"Ceccardi - commenta invece su facebook il Pd di Cascina- usa i valori costituzionali come merce elettorale. Una nuova scelta di basso profilo da parte della sindaca di Cascina: pensando alla propria candidatura alle elezioni europee, Susanna Ceccardi utilizza il 25 aprile per cercare qualche voto di preferenza dalla destra estrema. Un’operazione più che discutibile, che denuncia, ancora una volta, come dal suo punto di vista anche i valori costituzionali e repubblicani possano diventare merce elettorale. Quel che emerge, al di là della ricerca di voti di preferenza, è comunque un’analisi parziale e debole della storia dell’Italia nel Novecento. La sindaca di Cascina - incalza il Pd- ha già mostrato in altre occasioni la fragilità delle proprie argomentazioni, basti ricordare le frasi azzardate e discriminatorie sui medici calabresi. In questo caso però è arrivata a offendere la memoria di chi è caduto per la libertà del Paese e, di conseguenza, è arrivata a mettere in dubbio le basi stesse del processo di affermazione della democrazia repubblicana in Italia. Un processo che ha reso il Paese protagonista della fondazione dell’Europa comunitaria. Proprio nel parlamento dell’Europa comunitaria la sindaca vorrebbe rappresentare l’Italia. Risulta quindi chiaro che la campagna elettorale di Ceccardi non è partita col piede giusto, ma con le proprie frasi la sindaca, che ha sempre mostrato di snobbare il proprio incarico, dimostra anche di non meritare quel seggio".




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