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venerdì 23 agosto 2019

Attualità domenica 29 aprile 2018 ore 12:41

"Ceccardi si legga Calamandrei e la Costituzione"

Bruno Possenti

Bruno Possenti, presidente Anpi di Pisa, ha scritto alla sindaca censurando il convegno e le celebrazioni del 25 Aprile con figuranti vestiti da SS



CASCINA — Non si placano le polemiche attorno alle celebrazioni del 25 Aprile, festa della Liberazione, andate in scena venerdì a Cascina. Nell'occhio del ciclone l'esibizione del gruppo "Ultimo fronte 1945", con figuranti vestiti da SS, ma anche le parole della sindaca Susanna Ceccardi per giustificare l'evento in costume (da vivere con "distacco", al pari della rievocazione storica della Battaglia di Cascina fra pisani e fiorentini) e quanto detto durante il convegno di giornata, in particolare dal docente Federico Ciavattone, che ha sorvolato sulla Resistenza e sulle stragi naziste per concentrarsi sulle strategie militari.

"Mi rivolgo a lei con il rispetto dovuto - esordisce Bruno Possenti, presidente della sezione pisana dell'Anpi, nella sua lettera aperta alla sindaca Ceccardi - a chi è stato eletto dai cittadini ed ha giurato sulla Costituzione.

Dal 1946, il 25 aprile è la 'Festa della Liberazione'. Fu scelto l'anniversario della liberazione di Milano per ricordare alle generazioni future il contributo di popolo per liberare l'Italia dalla occupazione tedesca e dalla dittatura fascista. Il contributo di sacrifici e di sangue di giovani e anziani, di donne, di preti e di frati, di militari che non accettarono di piegare la testa, per darci un futuro fondato sui principi di libertà, di uguaglianza, di solidarietà, di pace.

Per ricordare a noi tutti che la Resistenza fu importante dal punto di vista militare. Ma soprattutto fu decisiva per il riscatto morale del Paese. Per ridare all'Italia dignità internazionale. Per darci la Repubblica e la Costituzione.

Le faccio rilevare che la presenza di figuranti travestiti da SS sul corso dedicato a Giacomo Matteotti è stata quantomeno di cattivo gusto. Offensiva per i familiari delle vittime della barbarie nazifascista. Che la celebrazione della Festa della Liberazione non può essere svilita con la delega al Vicesindaco, quasi fosse l'inaugurazione di un supermercato. Che è molto grave aver equiparato i partigiani ai repubblichini. Che è gravissimo aver ignorato qualsiasi riferimento alla Resistenza. Aver ridotto la Liberazione alla vittoria delle armate alleate sulle divisioni tedesche.

Mi permetto di suggerirle la lettura del 'Discorso sulla Costituzione' che Piero Calamandrei rivolse agli studenti di Milano il 26 gennaio 1955. Quella Costituzione su cui lei ha giurato. Le sarà utile.

Cordiali saluti.

Bruno Possenti"




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