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martedì 21 maggio 2019

Lavoro martedì 11 ottobre 2016 ore 13:30

Credito in stallo in provincia di Pisa

Il presidente della Camera di commercio Valter Tamburini

Arretrano i prestiti concessi alle imprese. La qualità del credito è peggiore rispetto alla media regionale. I dati di Bankitalia



PISA — Sebbene il secondo trimestre del 2016 confermi una modesta espansione del credito concesso in provincia di Pisa, che con un +0,2 per cento resta comunque oltre mezzo punto percentuale al di sotto della media regionale, le piccole aziende continuano a perdere terreno.

Lo confermano i dati che emergono dall’ultimo report sull’andamento del mercato del credito pisano, preparato dall’ufficio studi della Camera di commercio su dati della Banca d’Italia.

 Il risultato pisano rappresenta la sintesi di due andamenti diametralmente opposti: da un lato gli impieghi alle famiglie consumatrici che continuano a crescere (+2,9), dall'altro i prestiti alle imprese che si riducono ancora (-2,7).

Per il secondo trimestre consecutivo perdono terreno soprattutto le piccole aziende (-3,8 nel secondo trimestre 2016), una flessione alla quale bisogna sommare il -2,4 delle medio–grandi realtà produttive. Anche il numero di sportelli attivi al 30 giugno 2016 in provincia di Pisa, 274, rimane invariato rispetto allo scorso anno.

A Pisa, tra i diversi settori, soffre soprattutto il manifatturiero (-4,3 per cento i prestiti alle imprese del comparto contro il -1,4 della Toscana), confermando quindi, dopo un biennio di crescita, un inizio 2016 col segno meno. In diminuzione anche l’erogato alle imprese dei servizi (-1,7), con un gap di circa due punti percentuali rispetto all’andamento regionale che segna un +0,5. Ancora in diminuzione il credito concesso alle costruzioni (-1,4) unico comparto dove la provincia fa meglio della Toscana (-2,8). Il comparto residuale altro (dove rientra anche l’agricoltura) segnala invece una crescita nel volume dei prestiti ottenuti: +2,3 per cento.

Gli indicatori relativi ai crediti scaduti incagliati o ristrutturati, che solitamente anticipano problemi sul versante delle sofferenze, evidenziano per Pisa (e per la Toscana) un lieve miglioramento fra primo ed il secondo trimestre 2016, passa infatti dall’11 per cento al 10,8 per Pisa e dal 10,1 al 9,7 per la Toscana. Sul dato complessivo pisano, superiore di un punto percentuale rispetto alla media regionale, ha inciso il lieve miglioramento della componente delle imprese, passata dal 13,7 per cento al 13,6.

Il tasso di decadimento di imprese e famiglie pisane, che quantifica la concreta difficoltà di rimborso del credito ricevuto, rimane stabile su valori di poco superiori al 5 per cento (5,2 nel secondo trimestre 2016, 5,3 nel primo e 5,1 nel quarto 2015). L’elemento più preoccupante è dato dal fatto che il risultato è più elevato rispetto al corrispondente valore regionale ed è il peggiore fra le province toscane. In generale, le criticità più rilevanti si riscontrano fra le imprese: il risultato del secondo trimestre 2016 (7,5 per cento) è, infatti, tre punti percentuali al di sopra della media regionale (4,4).

“I dati di Bankitalia – afferma Valter Tamburini presidente della Camera di commercio di Pisa – evidenziano come il mercato creditizio sia ancora piuttosto agitato per le imprese pisane. Infatti, non solo Pisa segna un rallentamento del credito concesso alle aziende, ma anche una situazione più complessa rispetto a quella regionale sul versante delle difficoltà di rimborso. A fronte di queste criticità, la Camera di commercio continua ad intervenire concretamente mettendo a disposizione dei Confidi 600mila euro per mitigare il rischio di credito facilitandone la concessione attraverso il rilascio di apposite garanzie”.



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