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Cronaca lunedì 19 maggio 2014 ore 12:40

Droghe e alcol tra i giovani, lo studio del Cnr di Pisa

La cocaina è la più diffusa tra gli studenti italiani dopo la cannabis. In aumento il consumo di eroina e Smart Drugs



PISA — La cannabis continua ad essere la sostanza stupefacente più utilizzata dagli studenti italiani. Al secondo posto si piazzano la cocaina e le droghe sintetiche. Lo dicono i risultati di uno studio condotto dal Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa.

Secondo gli studi condotti dal Cnr, sarebbero 600mila gli studenti nel 2013 ad aver fatto uso di sostanze stupefacenti.

La cannabis resta la sostanza illegale più assunta dagli studenti con 580mila consumatori nel 2013. Ma crescere sarebbe anche l’uso dell’eroina, mentre l’assunzione di alcol, sebbene molto diffusa, resta al di sotto della media europea. A preoccupare è anche l’aumento, fra gli studenti, di coloro che fanno uso di più di una sostanza illegale. Se, infatti una buona parte degli studenti utilizza prevalentemente cannabis, i cosiddetti poli-consumatori sono circa 100mila, pari al 4,3 per cento dell'intera popolazione studentesca.

Maggiormente utilizzata nell’Italia centro meridionale, la cocaina è stata consumata da 65mila studenti nel 2013. Di questi circa 20mila la assumono frequentemente. A farne maggior uso sarebbero i ragazzi, ma le ragazze si distinguono per la loro precocità, dato che un terzo di chi l'ha provata tra le femmine ha tra i 14 e i 15 anni.

Pur restando tra le sostanze meno utilizzate tra i giovani, I numeri sull’utilizzo di eroina sono in crescita. Nel 2013 ne hanno fatto uso 28mila studenti, di cui 16 mila frequentemente.

27mila sono invece gli studenti che hanno fatto uso di Smart Drugs (droghe furbe) così soprannominate a causa della facilità di reperirle via internet: commercializzate come prodotti naturali, contengono in realtà dei principi attivi stimolanti e psicoattivi che possono avere effetti simili alle sostanze stupefacenti, piazzandosi per questo al confine tra il legale e l’illegale.

Secondo gli studi condotti dal Cnr Il web faciliterebbe anche la diffusione del gioco d’azzardo tra i minorenni, ancora presente nonostante il calo di interesse registrato negli ultimi 5 anni. Nel 2013, oltre un milione di studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo e di questi il 9% l’ha fatto tramite computer o smartphone.



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