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domenica 24 luglio 2016

Attualità giovedì 14 gennaio 2016 ore 12:57

La meccanica spinge l’export pisano

Preoccupa la flessione del cuoio e dei motocicli. Bene le bevande. Sono dati che collocano Pisa a metà strada tra Italia e Toscana

PISA — Secondo i dati Istat elaborati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa, nel terzo trimestre 2015, la provincia di Pisa (+3,4 per cento tendenziale) si piazza in posizione intermedia tra Italia (+3,2 per cento) e Toscana (+3,5 per cento) in termini di variazioni dell’export, sfiorando i 650 milioni di euro di controvalore. Anche se positivo, il dato di Pisa ha però una precisa connotazione settoriale: è infatti la meccanica che, da sola, spiega 3,7 punti di crescita complessiva su 3,4. In altre parole se questo settore avesse segnato una crescita zero la variazione dell’export sarebbe stata di segno negativo.

Tra le diverse aree del pianeta è l’Asia a tirare l’export pisano (+6,1 per cento) seguita dalle Americhe (+12,2 per cento) e dall'Europa (+1,2 per cento). Pisa occupa una posizione intermedia tra Toscana (+2,1 per cento) e Italia (+4,2 per cento) anche considerando la dinamica dell’export dei primi nove mesi dell’anno (+3,1 per cento).

La meccanica spinge in modo decisivo l’export provinciale: spiccano, tra i diversi sotto-comparti, le macchine per impiego generale (+29,7 per cento), le altre macchine per impieghi speciali(al cui interno si trovano quelle per la lavorazione del cuoio e delle calzature, +18,5 per cento) e le altre macchine di impiego generale (+14,1 per cento). Il comparto cresce soprattutto in Europa (Francia, Germania e Regno Unito in prima fila) anche se commesse importanti sono state consegnate in Cina, Australia e Algeria. Contributi positivi vengono anche da olio e grassi vegetali e animali (+82,8 per cento diretti quasi totalmente in Francia) così come dai prodotti farmaceutici (+69,4 per cento). Nel Sistema Moda, a fronte di una crescita dell’abbigliamento (+20,2 per cento), arretrano le calzature (-17,5 per cento), che accusano perdite negli Usa, in Russia ed in Germania. In retromarcia anche il settore del pelli-cuoio (-0,4 per cento) a causa di contrazioni registrate in Germania, Svizzera, Romania e Spagna. Buone, invece, sia le performance delle bevande (+19,7 per cento, prevalentemente al vino) grazie ad USA, Svezia, GermaniaeAustralia, che quelle del vetro (+9,2 per cento). Tra i comparti di rilievo, flettono i motocicli (-3,4 per cento) combinato disposto di forti diminuzioni registrate in Francia,Grecia e Austria e di notevoli incrementi negli Usa,in Germania e Canada. L’export di mobili, dopo il segno più del secondo quarto dell’anno, torna a contrarsi (-6,7 per cento) a causa del vero e proprio tonfo registrato in Russia.

Nel terzo trimestre 2015, la Germania, grazie ad un +6,1 per cento che la porta a sfiorare quota 89 milioni di euro, torna in testa alla graduatoria dei paesi di destinazione delle esportazioni pisane. La Francia, pur mettendo a segno un +2,4% rispetto al medesimo periodo del 2014, scende invece al secondo posto con circa 86 milioni di euro. Altro paese in crescita, sempre in termini di export, sono gli Stati Uniti (+14,1 per cento) grazie ai motocicli, alle bevande e agli aeromobili. La Cina, nel trimestre, si dimostra uno dei paesi più dinamici in termini di contributo alla crescita (+1,00 il contributo, +21,9 per cento la variazione) grazie alla meccanica e, almeno in parte, al cuoio. Verso Hong-Kong, +11,7 per cento, continuano ad aumentare le vendite di cuoio. Il paese dove, a causa del combinato disposto delle sanzioni e della recessione, le esportazioni pisane soffrono di più è la Russia: più che dimezzate le vendite.

Che le difficoltà del conciario non siano del tutto risolte lo si deduce dalla dinamica dell’import di materiale grezzo e finito che arretra, rispettivamente, del 16,5% e del -25,4%. Un dato che, quindi, assesta un colpo decisivo alle importazioni provinciali (-8,40 il contributo alla crescita dell’import pisano di questi due comparti). Tra i principali settori importatori, arretrano anche alcuni beni di consumo come le calzature (-27,5 per cento), i medicinali (-25,4 per cento) e finanche i motocicli (-19,3 per cento).

Sostengono le importazioni della provincia di Pisa, o almeno provano a farlo, il ferroviario (dalla Polonia) e la cantieristica (dalla Finlandia). In entrambe i casi sembra evidente come si tratti di fenomeni isolati e difficilmente ripetibili. Minore supporto, ma comunque da valutarsi positivamente per gli effetti sul’accumulazione di capitale, la crescita dell’import di prodotti della meccanica generale (+12,3 per cento) così come delle macchine per impieghi speciali (più che raddoppiate rispetto al medesimo trimestre del 2014).

“Se la crescita dell’export pisano rappresenta un elemento positivo - commenta il presidente della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburinil’eccessiva dipendenza del risultato da un unico settore, quello meccanico, genera tuttavia più di una preoccupazione. Inoltre, il quadro potrebbe complicarsi di fronte al permanere di una domanda internazionale debole, vanificando i vantaggi derivanti da un euro fortemente svalutato. Non possiamo quindi stare con le mani in mano, perché i mercati esteri rappresentano ancora un’enorme opportunità per le nostre produzioni e gli altri non stanno certamente a guardare! Nonostante la drastica riduzione delle risorse a disposizione del nostro Ente e l’incertezza sull'esito della riforma del sistema delle Camere di Commercio – conclude Tamburini – vogliamo mantenere l’impegno che abbiamo preso: fornendo supporto e prima assistenza a coloro che vogliono cimentarsi sui mercati esteri, abbattendo i costi di partecipazione alle fiere internazionali, organizzando percorsi formativi indispensabili per chi deve affrontare la sfida dell’export.”

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