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Politica giovedì 27 marzo 2014 ore 14:37

Pieroni: "Noi, colpevoli di essere stati eletti". Ma il "carrozzone" resta

Nuovo affondo della Provincia al presidente Renzi: "Il ddl non è una riforma, è una toppa normativa. E le toppe sono spesso peggio del buco"



PISA — "La colpa è di essere stati soggetti attivi e protagonisti della Democrazia che, se non erro, è l'elemento portante della nostra Repubblica".
Oggi è Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa e di Upi Toscana, a commentare il passaggio al Senato delle ddl Delrio e l'immagine del carrozzone-provincia che l'ex presidente della provincia di Firenze continua a far passare. 

"Ci sono dileggio, offese e demonizzazione per chi oggi amministra le Province - secondo Pieroni -, colpevole solo di essere stato eletto democraticamente e direttamente dai cittadini a guidare enti tuttora previsti dall'articolo 114 della Costituzione. Se non fosse per le incertezze, le lacune che si porta dietro e per il caos amministrativo che rischia di creare il ddl approvato ieri dal Senato e in viaggio per l'approvazione definitiva alla Camera, non meriterebbe nemmeno la fatica di una dichiarazione. Non è assolutamente una riforma, non è un riordino, è banalmente una 'toppa normativa' per evitare, come il Governo ha chiaramente detto, che si torni a votare per le Province il prossimo 25 maggio, dimenticandosi , tra l'altro, che il voto è già precluso dalle norme inserite nelle legge di stabilità approvata nel dicembre scorso. E le toppe, lo dice la saggezza popolare, sono spesso peggio del buco".
Secondo il presidente delle province toscane "è chiaro dunque che le norme approvate dal Senato hanno soprattutto uno scopo propagandistico, una legge-ponte in attesa che si cancelli definitivamente la parola Province dalla Carta Costituzionale. Ebbene lo si faccia, lo si faccia rapidamente, perché la condizione di precarietà, di limbo, di transizione in cui da tre anni almeno si trovano le Province è insostenibile e inaccettabile, provoca danni ai cittadini, alle imprese, ai territori. Lo si faccia presto, con l'auspicio, per l'Italia, che questa sia finalmente l'occasione per dare al Paese un assetto istituzionale più razionale, più funzionale e meno costoso. Faccio il tifo per questo e lavorerò perché questo avvenga".
Pieroni rimarca poi che "si deve mettere mano altrettanto rapidamente a tutti i livelli di governo, nessuno escluso, perché il risultato sia raggiunto e perché si cambi in meglio. Con il disegno di legge Delrio, intanto, non si semplifica e non si risparmia, per ora infatti rimangono le Province e si istituiscono le città metropolitane e si avvierà un faticoso e complesso processo di trasferimento delle funzioni e delle competenze delle Province che, nei tempi e nei modi di realizzazione, è ancora tutto da definire, Processo che determinerà disagi e costi ulteriori non quantificati".
"Tra l'altro - conclude Pieroni - rimane intonso e inalterato il pachidermico e costoso apparato statale che in ogni provincia ha le proprie diramazioni e articolazioni, così come la pletora delle oltre 7mila società pubbliche, delle agenzie, dei consorzi, degli ambiti ottimali e quant'altro popola il nostro sistema pubblico".



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