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Attualità martedì 13 settembre 2016 ore 14:25

E' la giornata mondiale contro la sepsi

Iniziative e campagne di informazione anche nel nosocomio Pisano. L'Aoup: "EDati allarmanti. Essenziale fare prevenzione"



PISA — Oggi di sepsi si muore più che di infarto e di tumore al colon. I dati dicono infatti che questa patologia -una sindrome clinica che deriva da una risposta anomala e generalizzata dell’organismo a un’infezione,  uccide 4 volte di più del carcinoma del colon, 5 volte di più dell’ictus e 10 volte di più dell’infarto miocardico e la sua incidenza è in continuo aumento. Per questo l'Aoup aderisce alla giornata mondiale contro la sepsi, lanciata nel 2013 dalla Gsa-Global sepsis alliance per la giornata di oggi.

Nessun ospedale, per quanto dotato delle più avanzate risorse umane e tecnologiche, può nulla se ai necessari presidi terapeutici non si accompagnano anche altri accorgimenti adottati a monte, come ad esempio il rispetto delle norme igieniche basilari da parte del personale sanitario. "Può sembrare banale -si legge nella nota dell'Aoup - ma anche il fatto di avvicinarsi al paziente dopo essersi sempre rigorosamente lavati le mani può risultare fondamentale, in un’ottica di prevenzione".

"Serve una vera alleanza fra operatori sanitari e pazienti -spiega l'Aoup- oltreché una presa di coscienza collettiva dell’importanza del problema per le istituzioni sanitarie perché, mettendo in campo tutte le risorse, la battaglia può essere vinta".

Partner dell’iniziativa è la Siarti-Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, che favorirà appunto questa iniziativa di sensibilizzazione nazionale con eventi, conferenze stampa, punti informativi allestiti in tutti gli ospedali che aderiscono.

"Lo scopo -prosegue l'Aoup- è sistematizzare il percorso diagnostico-terapeutico nei tempi e nei modi corretti in ogni ospedale; educare ad un buon utilizzo degli antibiotici per ridurne le resistenze; favorire tutte le buone pratiche per la prevenzione delle infezioni. I baluardi infatti ci sono ancora, basta saperli usare con il contributo di tutti, ciascuno per la propria parte. Nel corso della giornata quindi operatori sanitari, medici, infermieri, volontari, sensibilizzeranno l’opinione pubblica sul fenomeno, chiedendo un aiuto per poter diffondere in maniera capillare e senza allarmismi la conoscenza di questa sindrome e le buone pratiche per ridurre l’incidenza delle infezioni".



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