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martedì 16 luglio 2019

Attualità giovedì 11 maggio 2017 ore 15:01

Il primo robot indossabile che previene le cadute

L’esoscheletro che promuove il recupero dell’equilibrio a seguito di uno scivolamento è stato sviluppato dai ricercatori della Scuola Sant’Anna



PISA — Il primo robot indossabile, in grado di promuovere il recupero dell’equilibrio di una persona a seguito di uno scivolamento, è stato sviluppato dai ricercatori dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’EPFL (Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne) di Losanna, in Svizzera. 

L’efficacia di questo dispositivo è stata testata sui pazienti del centro di riabilitazione “Don Carlo Gnocchi” di Firenze, dove proseguono i test. La robotica indossabile, che aumenta la capacità di movimento nelle persone fragili a causa di invecchiamento o patologie, è realtà da tempo: grazie a questo nuovo sistema indossabile compie un ulteriore avanzamento e si propone come strumento per ridurre il rischio di caduta. La tecnologia è stata descritta in un articolo pubblicato oggi sulla rivista “Scientific Reports”.

I ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’EPFL di Losanna hanno progettato un prototipo di “esoscheletro intelligente”, leggero e facile da personalizzare, in grado di identificare la perdita di equilibrio dovuta ad uno scivolamento e, allo stesso tempo, di facilitare il recupero della stabilità. Si tratta di un dispositivo indossabile che coadiuva la persona che lo utilizza durante compiti motori quotidiani, quali la locomozione, ed è in grado di assisterla a seguito di uno scivolamento improvviso, contribuendo a evitare un evento imprevedibile come può essere una caduta.

L’esoscheletro è stato progettato come ausilio per le persone anziane, in modo da prevenire possibili lesioni dovute a una caduta: in Europa il 40 per cento degli anziani è coinvolto in incidenti mortali provocati dalla perdita di equilibrio. Tuttavia, questo esoscheletro potrebbe trovare altri utilizzi nell’agevolare persone con ridotta mobilità, a seguito di amputazioni o di danni neurologici, che potranno usarlo per svolgere le loro attività quotidiane con maggiore libertà e autonomia. L’esoscheletro sviluppato alla Scuola Superiore Sant’Anna e all’EPFL, descritto su “Scientific Reports”, è impiegato come ausilio per gli arti inferiori e, grazie ai progressi della tecnologia, non assomiglia a quella sorta di ingombrante “armatura” vista in alcuni film di fantascienza.



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