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Imprese & Professioni venerdì 20 gennaio 2017 ore 13:08

Lo street food in Toscana tra avanguardia e tradizione

Il prossimo mese a Livorno ''Sapori del mondo – Street food – L'Italia dei sapori''.



PISA — Lo street food tra web e territorio
Quando si parla di street food le immagini che, per prime, si affacciano alla mente sono quelle dei truck food più disparati, dei cibi saporiti consumati passeggiando tra i banchetti, dei profumi di pietanze già note o mai provate prima. Colori, folla, semplicità. Ed è, forse, proprio per questa leggerezza che un pò tutti amano il cibo da strada e gremiscono le piazze delle località, sempre più numerose, in cui si tengono eventi legati allo street food. E la Toscana è in prima linea. A Cascina, per esempio, e a Gubbio, nel periodo natalizio ha tenuto banco l'evento ''Sapori del mondo – Street food – L'Italia dei sapori'' che ha portato in strada decine di espositori da tutta l'Italia. Evento che ha riscosso, anche in queste città, lo stesso successo ottenuto nei mesi precedenti ad Arezzo e a Cecina e che, certamente, reitererà a Livorno il prossimo febbraio.
Passeggiando tra i banchi affollati non si può non comprendere che lo street food è una delle poche opportunità di business davvero concrete in un paese, l'Italia, in cui di occasioni lavorative ed imprenditoriali non vi è certo abbondanza. Non si tratta soltanto di fare di necessità virtù, sfruttando un fenomeno in crescita, ma di scegliere un'attività tanto innovativa quanto radicata nella storia dei popoli e nelle sue più autentiche radici: il cibo, quale sinonimo di cultura, di ricordo e di opportunità. 

Negli ultimi anni, l´intero settore alimentare si è rinvigorito, sfruttando soprattutto le opportunità e le innovazioni del mondo online. Nel boom del cibo di strada, infatti, internet gioca un ruolo essenziale, sia a livello di comunicazione, sia per creare il proprio business e reperire gli strumenti fondamentali in modo economico, facile ed intuitivo.
Expondo, portale specializzato in attrezzature per la ristorazione, conferma ed esemplifica questa tendenza, registrando nel 2015 un incremento del 90% sugli acquisti dei principali macchinari per l´allestimento di un food truck. noltre, gli eventi dedicati al piacere per il palato sembrano parlare la stessa lingua dei social network, canali prediletti per promuovere, condividere e supportare le idee che ruotano attorno a questo fenomeno.

Alcuni dati interessanti 
In questo settore la burocrazia, di solito imperante, allenta la sua morsa e si riduce alla licenza comunale per poter occupare un posto in un mercato, fisso o itinerante, e al conseguimento della certificazione HACCP attraverso un semplice corso, di solito organizzato da associazioni come la Confesercenti e la Confcommercio. Il food truck, ovvero il mezzo di trasporto e cucina insieme, fulcro dell'attività, è un altro importante elemento da considerare: colorato, attraente, evocativo del cibo che si intende proporre, anche il furgone-cucina deve essere oggetto di studio preliminare, calcolo economico e sforzo di fantasia. Sforzo che ripaga, se è vero che, secondo Coldiretti, 2 italiani su 3 hanno consumato cibo da strada nel 2015; un dato che ha visto un incremento del +13% nel 2016

Lo street food in Toscana
E' giusto chiedersi quali siano le radici di questo fenomeno, giacché le risposte stesse costituiscono un'interessante spunto di riflessione. Non stupisce il successo straordinario che lo street food sta avendo nelle regioni del centro Italia e, particolarmente, in Toscana. Regione dall'antichissima tradizione culinaria, nata nelle campagne e nelle cascine in cui si cucinavano cibi poveri da consumare intorno al tavolo o, più spesso, nelle brevi pause dal lavoro, nei campi e nelle strade. Alimenti che costituiscono la base di una delle offerte gastronomiche più conosciute ad amate in Italia e, senza dubbio alcuno, in tutto il mondo. Toscana è anche sinonimo di eccellenti prodotti del territorio: vini, salumi, olio, pane, che sono sinonimo di Chianti, Brunello, Vernaccia, lampredotto, trippa, prosciutto, porchetta, baldino. Cibi unici, molto adatti ad essere cucinati e serviti per strada e che si caricano del valore della tradizione, raccontando la storia di un popolo che, quasi istintivamente, ritrova le proprie radici e la propria unicità, un piacere che è scoperta e riscoperta. Uno strumento per uscire dalla moderna visione della globalità a tutti i costi, per ritrovare il gusto di assaporare qualcosa che non è possibile ritrovare nelle infinite fiere di New York o nelle strade di Londra o nei vicoli di Pechino, perché altrove, ovunque sia, non c'è la stessa nostra storia, il nostro stesso indiscutibile e rinomato amore per il cibo, quello buono davvero. Così la cultura gastronomica italiana rivede, migliorandolo molto, il fenomeno dello steet food ormai comune a tutto il mondo, la cui moda è nata in America. In Italia, però, il junk food made in USA, il cibo spazzatura, non ha dimora, sostituito dalla qualità e dalla bontà dei nostri piatti.
In questo quadro internet si fa potente portavoce degli eventi Sapori del Mondo, contribuendo a chiamare a raccolta turisti italiani e stranieri, in un tam tam rapidissimo. Il passato delle tradizioni incontra il presente tecnologico e informatizzato e se ne serve per aumentare la propria eco. Così il cibo di strada diventa anche l'occasione per rivalutare borghi medievali e centri storici, di cui la Toscana è ricchissima. Associazioni locali, amministratori, sindaci e commercianti favoriscono e sostengono l'organizzazione di eventi come quelli di cui si fa promotrice, con grande successo, l'azienda Sapori del mondo Street Food.



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