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domenica 19 novembre 2017

Attualità mercoledì 25 gennaio 2017 ore 15:00

Mille firme contro lo spettacolo per le scuole

Si tratta di Bent, in programma domani al teatro Verdi e inserito nel cartellone della Giornata della memoria per la città di Pisa

PISA — Una petizione online ha raccolto mille adesioni per chiedere al sindaco di Pisa e all'assessore alle politiche scolastiche Maria Luisa Chiofalo che lo spettacolo in programma domattina al Verdi sia sospeso.

Bent racconta la persecuzione degli omosessuali ai tempi del nazismo ma, come sottolineato dal comitato Famiglia Scuola Educazione, che ha sollevato il caso "Leggendo la trama si incontrano situazioni totalmente inadatte a un pubblico minorenne che gratuitamente sarà esposto a scene dal dubbio valore educativo. La storia, stando a quanto abbiamo appreso leggendo la trama della rappresentazione teatrale, si svolge infatti fra rapporti fisici e amorosi omosessuali, omicidi, un episodio di necrofilia (nei confronti del corpo di una bambina) e si conclude con il suicidio del protagonista: Ci sembra pertanto che ce ne sia abbastanza per sconsigliarne la visione a dei ragazzi. L’ambientazione nella Germania nazista e nei campi di sterminio appare un puro pretesto per sfruttare il Giorno della Memoria in modo da diffondere un altro tipo di messaggi e favorire l’indottrinamento di una cultura del pensiero unico che schiaccia valori e sensibilità diverse, strumentalizzando le certamente odiose vicende che hanno coinvolto ebrei, omosessuali, zingari, sacerdoti, disabili e categorie discriminate in quel triste periodo della Storia contro le quali ovviamente ci opponiamo fermamente"

Nell'appello "Le famiglie pisane chiedono che sia sospesa la partecipazione delle scuole allo spettacolo "Bent" in programma il 26 gennaio al Teatro Verdi, poiché il contenuto dello stesso, al di là del valore artistico e culturale legato all'importante contesto celebrativo, non appare adatto alla visione di un pubblico adolescente e si muove inoltre su temi delicati inerenti la sessualità e l'affettività su cui le famiglie non sono state adeguatamente informate e interpellate".

All’inizio e a conclusione dello spettacolo è previsto un incontro di riflessione e confronto, con la prof. Micaela Frulli, docente di Diritto internazionale all’Università di Firenze, e gli attori della compagnia, nell’ambito del programma di “Cultura è educazione” dell’Assessorato alle politiche educative e scolastiche del Comune di Pisa.

A spiegare il senso dell’incontro è la stessa prof. Micaela Frulli, che ha risposto così anche alla polemica sollevata da comitato “Famiglia Scuola Educazione” di Pisa: "Il progetto educativo che accompagna BENT si chiama “Non c'è futuro senza memoria” ed è stato pensato proprio per collegare la feroce persecuzione nazista a danno degli omosessuali, avvenuta tanti anni fa, a quello che succede oggi in molte parti del mondo. Episodi come questi dimostrano quanto ci sia disperatamente bisogno di far conoscere quegli eventi e di dialogare con i ragazzi intorno al passato per poi riflettere sul presente.Come curatrice del progetto educativo non sono arrabbiata, ma dispiaciuta e invito questi genitori a venire a vedere lo spettacolo in tutta la sua poesia (perché dalla nota che hanno scritto è chiaro che purtroppo non l'hanno visto) e ad assistere al dibattito con i ragazzi."

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