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venerdì 16 novembre 2018

Politica giovedì 13 settembre 2018 ore 08:10

"Emergenza abitativa, prima le famiglie italiane"

Gianna Gambaccini

Soddisfazione da parte dell’assessora alle politiche sociali Gianna Gambaccini per l’approvazione del nuovo regolamento in consiglio comunale



PISA — “Ringrazio tutti i consiglieri di maggioranza che hanno fatto fronte all’ostruzionismo delle opposizioni - queste le parole dell'assessora Gianna Gambaccini, all'indomani dell'approvazione in consiglio del nuovo Regolamento per l'emergenza abitativa - grazie alla presenza in consiglio fino a tarda notte; abbiamo approvato un atto che dota il comune di Pisa di uno strumento di equità, che protegge le fasce più deboli e permette di dare una risposta seria alle tante domande di assegnazione di alloggi popolari provenienti da famiglie in difficoltà". 

"Il regolamento - ha poi sottolineato l'assessora alle politiche sociali -, approntato in osservanza delle leggi nazionali e rispettoso dei dettami costituzionali, prevede alcuni criteri canonici per l’accesso alle graduatorie come la morosità incolpevole, il riconoscimento della condizione di indigenza o la presenza di un portatore di handicap nel nucleo familiare. Noi abbiamo introdotto in più il criterio della storicità della residenza che prevede, in caso di parità di punteggio fra più soggetti, l’assegnazione di premialità ai nuclei familiari che sono residenti da più tempo nel Comune di Pisa. Come avevamo promesso in campagna elettorale abbiamo approvato un provvedimento che favorisce le famiglie italiane che troppo spesso in passato si sono viste scavalcare in graduatoria da un meccanismo che le penalizzava”.

A far da contraltare alla soddisfazione dell'assessora le critiche delle minoranze del Pd e di Diritti in Comune (Emergenza abitativa, scontro sul nuovo regolamento), così come di alcuni sindacati, non consultati per la stesura del nuovo regolamento. In particolare, l'Unione inquilini ha fatto notare come il criterio della storicità della residenza abbia poco a che fare con la nazionalità: "Una famiglia residente alla Fontina che si trasferisce in via di Pratale e, a causa della perdita di lavoro del capofamiglia, subisce uno sfratto non può accedere alle prestazioni fornite per l'emergenza abitativa".



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