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martedì 23 luglio 2019

Attualità lunedì 10 dicembre 2018 ore 10:42

Sant'Anna e Normale, "Avanti insieme"

"Nessun attrito e massima collaborazione", spiega una nota congiunta. Non si placa però la polemica politica sulla Normale meridionale



PISA — "In questi ultimi giorni l'attenzione dei mezzi di informazione si è rivolta alla proposta di istituzione della Scuola Normale Superiore Meridionale a Napoli. Sia la Scuola Normale che la Scuola Sant'Anna hanno la missione di assicurare opportunità di studio e di ricerca ai massimi livelli nel nostro Paese ed entrambe esprimono soddisfazione ogni volta che vengono assicurate maggiori risorse a questi fini", spiegano in una nota congiunta Normale e Sant'Anna dopo le tensioni dei giorni scorsi ( vedi articoli correlati .

"La diversità nelle strategie di crescita delle due Scuole pisane non deve però ingenerare l'idea di attriti tra le due istituzioni, che da tempo hanno iniziato invece un processo di collaborazione molto intenso, che ha portato a un assetto federativo che include anche la Scuola IUSS di Pavia e che auspichiamo riceverà la giusta attenzione da parte del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.

La strategia di rafforzamento della Scuola Sant'Anna attraverso un potenziamento delle proprie infrastrutture di ricerca e formazione a Pisa non è infatti in antitesi rispetto all'approccio della Scuola Normale teso alla creazione di una rete di Scuole a livello nazionale che si ispirino alla tradizione centenaria della Scuola Normale di Pisa. Entrambe le Scuole ambiscono a contribuire alla crescita scientifica, culturale e tecnologica del nostro Paese".

Ma il progetto di aprire una Normale meridionale a Napoli continua ad agitare il mondo politico. Dopo il no del sindaco di Pisa Conti e la polemica social del deputato leghista Ziello, ecco che la vicenda finisce in Parlamento

"Su sollecitazione del coordinatore provinciale di Pisa, Raffaella Bonsangue, il Senatore Alberto Barachini, del Gruppo Forza Italia, presenterà in Senato un emendamento all’ art. 32 bis del disegno di legge di bilancio 2019, che prevede l’Istituzione della “Scuola Normale Superiore meridionale”, fa sapere Forza Italia di Pisa.

"La Scuola Normale Superiore è stata fondata a Pisa e rappresenta un legame inscindibile con il territorio, la storia e l’identità della città.

Non è certo per un vano campanilismo che si intende contrastare l’iniziativa del Governo ma, anche in considerazione delle ingenti somme che verrebbero destinate alla realizzazione del progetto, che vedrebbe utilizzate, ma soprattutto, distratte, risorse già impiegate nella sede storica e che troverebbero, miglior impiego, piuttosto, in un potenziamento della struttura della stessa, si ritiene un dovere difendere l’unicità di una assoluta eccellenza del territorio.

Centro di formazione e di ricerca tra i più rinomati d'Europa, la Scuola Normale Superiore di Pisa è universalmente identificata con la città. Allo stesso tempo Pisa si riconosce nella Normale, avendo questa contribuito in maniera determinante alla creazione di una comunità intellettuale unica in Italia. Pisa è oggi, una città universitaria, anche e soprattutto grazie alla Scuola Normale Superiore, e la vita cittadina, così come la sua economia, sono fortemente influenzate da tale natura sociale e culturale.

Inoltre, vi è da dire che al termine del trienno di sperimentazione, si determinerebbe una vera e propria conflittualità tra la sede madre e quella che si vorrebbe istituire, con un evidente impoverimento dell’offerta formativa e didattica e della ricerca, a seguito della inutile frammentazione delle risorse umane, economiche e scientifiche".

Sull'argomento prende posizione anche l'associazione dottorandi italiani ( Adi ), che dice "Stiamo dalla parte degli studenti":

"Vogliamo esprimere la nostra più profonda preoccupazione per
il dibattito che è sorto attorno alla Scuola Normale Meridionale. I
giornali vedono contrapporsi due posizioni in cui non ci riconosciamo:
da una parte quella localistica e campanilista portata avanti dal
Sindaco Conti e dal deputato Ziello, dall’altra quella autoritaria del
direttore della Normale Barone. Il punto non è Pisa sì o Pisa no, Napoli
sì o Napoli no: il punto è come vengono usati questi fondi e chi ne
decide l’uso.
Come sottolineato da una lettera dei rappresentanti degli studenti
riportata recentemente dalla stampa, ciò che preoccupa è la totale
assenza di trasparenza nelle decisioni riguardanti la programmazione
didattica, il reclutamento, l’organizzazione della nuova sede e il
diritto allo studio. Questo problema sorge indipendentemente dal fatto
che la nuova sede venga aperta a Napoli o in Toscana. I problemi di
integrazione tra sedi diverse, infatti, sono già emersi con chiarezza
nel momento in cui la SNS ha aperto la sede di Firenze.
Ci fa sorridere, inoltre, che i più grandi oppositori al progetto di una
Scuola Normale al Sud siano esponenti della Lega, lo stesso partito che
alla Camera dei Deputati sostiene questo progetto. In un grande
esercizio di incoerenza a Roma dicono una cosa, a Pisa un’altra.
Come ADI Pisa lo vogliamo dire con forza: non stiamo né con Barone, né
con Ziello e Conti, stiamo dalla parte della comunità accademica che
esige di essere coinvolta nelle scelte che riguardano il suo presente ed
il suo futuro. Nessuno provi a raccogliere consensi sulla nostra pelle!
"



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