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Attualità mercoledì 07 giugno 2017 ore 13:20

Via agli scavi alle Terme di Nerone

Il cantiere, attivo dal 12 giugno, sarà visibile a cittadini e turisti. Le scoperte saranno pubblicate in tempo reale su Facebook



PISA — La campagna di scavo, organizzata in collaborazione dal Comune, dall’università di Pisa e dalla soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, prenderà il via il 12 giugno e terminerà il 28 luglio.

Gli obietti della campagna sono molteplici perché da un lato permetterà di conoscere meglio la storia di questo monumento e quindi ricostruire uno spaccato della Pisa di epoca romana, e dall'altro consentirà di inserire l'area nei percorsi turistici cittadini e nel progetto di riqualificazione dell’area tra i Bagni di Nerone e il bastione del Parlascio. L’area degli scavi è quella compresa tra le terme di Nerone e le mura e non intralcerà la viabilità. 

"Si tratta di un investimento di 40mila euro - spiega l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli - che servirà sia a scoprire qualcosa di più sulla nostra storia, sia ad avere gli elementi per ragionare sui recuperi previsti nella zona, in particolare la riqualificazione del bastione del Parlascio che si legherà all’intervento effettuato sulle Antiche Mura con l’apertura del camminamento in quota e del nuovo parco verde intorno (pomerio). Gli scavi saranno anche un’importante esperienza didattica per gli studenti".

"Altre campagne di scavo, sempre in collaborazione con l’Università, prenderanno il via nell’area tra San Zeno e Largo del Parlascio.

"Stiamo pensando ad acquisire dall’università alcuni terreni in quell’area -prosegue Serfogli - sotto i quali si trovano reperti di epoca romana. L’obiettivo è creare un parco archeologico tra San Zeno e Largo del Parlascio, a ridosso della cinta muraria".

L’Amministrazione, proprietaria del terreno su cui insistono le terme, investirà 40mila euro nella campagna, di cui 28 mila per la direzione scientifica delle ricerche e dello scavo archeologico dell’area delle terme di Nerone, con le successive attività di redazione della documentazione e di studio dei reperti mobili. Quantificato in 12 mila euro invece l'investimento per la messa in sicurezza e il ripristino delle aree limitrofe alle Terme a seguito dello scavo archeologico.

La campagna di scavi è resa possibile grazie alla convezione siglata tra Comune di Pisa e Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. "Dopo più di un secolo si realizza una scavo ai soli fini della ricerca – commenta  Maria Letizia Gualandi dell’università di Pisa e direttrice scientifica degli scavi -. Gli scavi non solo ci permetteranno di sapere di più della storia romana di Pisa, sconosciuta ai più, ma anche di rispondere al diritto al patrimonio artistico, restituendo ai cittadini la conoscenza di questo monumento, che è fondamentale per saperlo valorizzare". L’interazione tra cittadini e cantiere sarà garantita dal sito web e dai canali social, in particolare la pagina Facebook “Terme di Nerone – Pisa”, già attiva.

L'impianto termale noto come Terme di Nerone, databile tra I e II secolo d.C., costituisce l’unica testimonianza archeologica oggi visibile della Pisa di età romana. Gli scavi, condotti a più riprese a partire dal XIX secolo, hanno però messo in luce solo una porzione limitata dell’edificio, la cui planimetria è ancora in larga parte sconosciuta, così come poco note sono le diverse fasi edilizie del complesso. Perciò gli scavi serviranno a completare la planimetria delle Terme, a ricostruirne con una grafica 3D gli elevati e datarne le diverse fasi edilizie. Inoltre, lo scavo consentirà di recuperare nel terreno mai scavato informazioni sulla storia delle Terme dopo l’abbandono: trasformazioni e demolizioni medievali e moderne, le cui tracce sono state brutalmente cancellate dagli scavi novecenteschi, il cui unico obiettivo era riportare in luce i ruderi romani; e anche di scoprire che c’era prima delle Terme, prima cioè del I-II secolo d.C, scavando sotto i piani pavimentali dell’edificio, alla ricerca di resti di muri, pavimenti e strade della Pisa romana-repubblicana e, prima ancora, di quella etrusca.

Nessuna barriera impedirà la vista dello scavo, anzi: camminamenti e pannelli permetteranno a chiunque di “entrare” nello scavo mentre lo si fa e di godere di visite guidate offerte dagli stessi archeologi. Le novità della ricerca saranno inoltre divulgate in tempo reale on-line, attraverso un sito dedicato e i social network.



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