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domenica 25 agosto 2019

Politica giovedì 08 gennaio 2015 ore 16:00

"Condanna senza appello per i fatti di Parigi"

Francesco Nocchi

Nocchi: "L'attentato ci colpisce in quello che abbiamo di più caro: la cultura democratica nata dall'illuminismo e i diritti umani"



PISA — "Servono momenti di incontro che esprimano insieme condanna senza appello per i fatti di Parigi, per il terrorismo e per ogni tipo di fondamentalismo e impegno sui temi del reciproco riconoscimento delle diversità culturali, nel rispetto della legalità repubblicana sancita dalla nostra Costituzione e per la loro integrazione in una comunità democratica". Il segretario provinciale del Pd Francesco Nocchi, interviene sull'attentato alla redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo.

"Il fatto -dice- ci colpisce in quello che abbiamo di più caro: la cultura democratica nata dall'illuminismo, la civiltà dei diritti umani universali che la Francia ha diffuso in tutta Europa e che costituisce quella radice dell´identità del nostro continente che più ci preme che si rafforzi e fruttifichi. Problemi internazionali solo apparentemente lontani sono entrati prepotentemente in casa nostra. E' il caso della minaccia del cosiddetto califfato islamico e l'attrazione che esso esercita, in particolare nelle periferie delle metropoli europee e tra immigrati di prima, seconda e terza generazione. Quelli che avrebbero colpito a Parigi non sono immigrati, ma cittadini francesi, nati in Francia: fa specie il grido della destra che chiede la chiusura delle frontiere, chiusura che non servirebbe a nulla, se non alla loro propaganda.

Secondo il segretario servono risposte forti sul piano militare, su quello dei servizi di sicurezza e di intelligence e su quello politico: "Servono politiche che diano al Mediterraneo un senso di comunità e di gestione comune delle troppe, e da troppo tempo irrisolte, criticità: come l´affermazione dei diritti del popolo palestinese ad avere un proprio stato entro i confini riconosciuti, in un quadro che salvaguardi anche la sicurezza e l´esistenza dello stato di Israele e il contrasto di quegli schieramenti politici che strumentalizzano la fede come mezzo di violenza e sottomissione".

Per Nocchi è evidente l´assenza di una politica europea degna di questo nome: "Emarginazione, esclusione dal godimento dei diritti di cittadinanza, intolleranza e non riconoscimento della propria fede e della propria cultura, tutti problemi che tanti immigrati, anche quelli presenti in Europa da decenni, fino alle ultime generazioni, vivono come propri, sono terreno fertile per il fanatismo. Il rischio più grave è che il crimine che ha colpito così duramente un giornale, Parigi, la Francia, l´Europa, il principio fondamentale della libertà di stampa e di espressione rafforzi, per reazione, le spinte alla xenofobia, all´intolleranza per le diversità culturali, religiose, razziali, all´odio per tutti coloro che appaiono diversi. Innescare una spirale di questo tipo renderebbe buio il futuro. Come cittadini europei ci sentiamo feriti e impauriti da quanto è successo. Ma servono un forte spirito di responsabilità e di opposizione verso fenomeni di inaudita violenza. Soffiarvi sopra con le varie strumentalizzazioni non aiuta davvero l'equilibrio pacifico di una società. E' necessario impegnarci in una battaglia che è in primo luogo culturale e civica".




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