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Attualità domenica 17 aprile 2016 ore 13:46

Marconcini risponde ai Cobas

Paolo Marconcini

Il sindacato aveva criticato il presidente dei Geofor che ha risposto: "Dovrei essere dispiaciuto del passaggio al Gestore unico?"



PONTEDERA — “I Cobas mi criticano perché sono compiaciuto del passaggio verso il Gestore Unico che ha reso momentaneamente Geofor tutta pubblica. Avrei forse dovuto esserne dispiaciuto?”. Il presidente Paolo Marconcini ha scritto una lunga lettera al sindacato che lo aveva criticato perché, secondo loro, il passaggio al gestore unico, lascerebbe alcuni lavoratori in una situazione salariale contraddittoria.

Geofor – ha ripreso Marconcini - che è una delle aziende con i migliori risultati tra quelle di Ato Costa, ha dato il là al percorso verso il Gestore Unico e questo è un fatto importante e significativo. La gara che seguirà creerà una nuova e una sola azienda per le quattro provincie di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara e sarà un'azienda mista”.

Marconcini ha specificato che la scelta di non rimanere azienda pubblica, tanto scelta non è: “Non vi sarebbe per quanto mi riguarda nessuna preclusione rispetto al fatto di restare azienda pubblica. Dal pubblico io provengo. C'è solo un problemino: il pubblico e quindi i Comuni hanno i capitali necessari agli investimenti che servono per l'ammodernamento del servizio dei rifiuti? Di questi tempi, non credo”.

L'ex sindaco di Pontedera ha fatto un esempio: “Il fatto di essere azienda totalmente pubblica garantisce di per sé buona gestione e buoni risultati? A volte si, ma altre volte no, a giudicare da quello che succede a Livorno all'Aamps tutta pubblica. L'esperienza di Geofor mista invece è stata positiva e dunque, se ben condotta, una società a maggioranza pubblica può prevedere l'apporto dinamico e manageriale del privato”.

I Cobas avevano citato nella loro lettera l'inceneritore di Ospedaletto: “Sembra facciano confusione tra la loro ideologia e il loro ruolo sindacale – ha detto Marconcini - Ci chiedono, forse di chiudere il Termovalorizzatore di Ospedaletto? Considerazioni a parte sulle politiche dei rifiuti e sul recupero energetico, dimenticano forse che ad Ospedaletto sono impiegati 40 laboratori? Dopo la Circolare Orlando, senza il TMV avremmo dovuto inviare ogni anno 50mila tonnellate circa di rifiuti indifferenziati ai TMB, impianti di Trattamento Meccanico Biologico, di mezza Toscana e anche quello sarebbe stato un costo”.

“Se poi si dovessero considerare solo i minori costi o i risultati positivi dei vari settori aziendali – ha chiarito - faccio presente che l'unica linea da sempre in attivo è quella della discarica. Allora dovremmo limitarci al conferimento in discarica perché le politiche dei rifiuti non siano 'pagate con i soldi alla cittadinanza', per usare una espressione del sindacato di base? Geofor, nonostante le perdite del Termovalorizzatore, è sempre stata in attivo e quindi i costi si sono contenuti. Gli utili sono stati in massima parte riversati negli investimenti per il costruendo impianto dell'organico, in fase di autorizzazione. Molti lavori di manutenzione straordinaria ed ordinaria ad Ospedaletto sono stati fatti e nel 2015 la perdita del Termovalorizzatore si è ridotta a 900mila euro circa. Nel 2016, grazie ad un'opera di implementazione, puntiamo al pareggio”.

Il problema, secondo Marconcini è molto semplice: “Gli impianti di quel tipo, a Livorno come a Pisa, sono vecchi, ancorché necessari. Occorrerebbe ristrutturarli a fondo. Sarebbe ancora meglio costruirne uno nuovo, moderno e capiente e chiudere i due”.

Sul tema dei lavoratori Marconcini ha spiegato: “Un accordo fra Comuni, Ato e Sindacati ha garantito l'occupazione di tutti i dipendenti delle aziende di rifiuti conferite. I lavori dati in appalto sono regolati da contratti nazionali, previsti dalla legge e dalla contrattazione sindacale. Penso che anche il Gestore unico avrà bisogno di mantenere tali contratti per non appesantire troppo il numero degli occupati in pianta stabile, già consistente. Comunque deciderà il Gestore. Il nostro sistema prevede flessibilità, ma non precarietà. Per quanto riguarda il Jobs Act, non ne sono un difensore a spada tratta, però in Geofor l'abbiamo applicato, utilizzandone gli incentivi correlati e assumendo per il Porta a Porta di Pisa 47 nuovi lavoratori a tempo indeterminato ai quali così sono state date certezze e prospettive. Non so dire se gli effetti positivi del Jobs Act dureranno in futuro anche senza incentivazione, però con onestà intellettuale do atto che molto probabilmente quei lavoratori, senza quel provvedimento li avremmo assunti a tempo determinato”.



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