A distanza di poche ore dal "caso" scatenatosi sulle scritte alle Collodi, inizialmente ritenuti simboli fascisti, salvo poi rivelarsi semplici indicazioni per gli operai, è arrivata anche la presa di posizione di Antonio Mazzeo, che ha riconosciuto pubblicamente l'errore alla base della sua denuncia. Il vicepresidente del Consiglio regionale ha spiegato di essere intervenuto dopo una segnalazione ricevuta da alcuni genitori, ammettendo però che la prima interpretazione delle scritte si è rivelata sbagliata.
"Ho commesso un errore. Può capitare. E quando capita si deve avere l’onestà di dirlo", ha detto Mazzeo. "Ieri ho pubblicato un post di denuncia dopo che alcuni genitori allarmati mi avevano segnalato una scritta in una scuola pisana che pareva inneggiare al fascismo. Non sarebbe stata la prima volta, purtroppo, e in questi tempi di troppe nostalgie l’allarme è scattato subito".
Una volta chiarita la reale natura delle indicazioni presenti sui muri della scuola Collodi, Mazzeo ha quindi fatto marcia indietro: "Fortunatamente non era così. E allora, quando si sbaglia, è giusto dirlo e riconoscere l’errore".
Il vicepresidente del Consiglio regionale ha però accompagnato le scuse con una replica alle critiche ricevute. "Sarebbe bello lo facessero tutti, soprattutto di fronte al proliferare continuo, e spesso costruito ad arte, di fake news o immagini false generate dall’intelligenza artificiale".
Infine l'affondo nei confronti del centrodestra pisano, che nelle ore successive aveva ironizzato pesantemente sulla vicenda. "Come sarebbe bello che la stessa solerzia della destra pisana, oggi così attenta a commentare questo 'errore', si manifestasse anche nel prendere le distanze senza ambiguità quando, ed è accaduto tante volte, compaiono davvero scritte inneggianti al fascismo o al nazismo. Ma immagino che per quello serva fare i conti con la storia".