La vicenda dei 67 contratti a rischio nello stabilimento Takeda di Pisa entra anche nel dibattito politico cittadino. A intervenire è Giovanni Pasqualino, capogruppo della Lega a Pisa, che chiede l’apertura urgente di un tavolo di confronto tra azienda, istituzioni, Regione Toscana e sindacati.
"Apprendiamo con forte preoccupazione la notizia relativa ai 67 contratti a rischio presso lo stabilimento Takeda di Pisa. Si tratta di una prospettiva che non può lasciare indifferenti né la politica né le istituzioni cittadine, perché dietro questi numeri ci sono lavoratori, famiglie e un intero tessuto economico che rischia di subire conseguenze pesanti", ha detto Pasqualino.
Per i lavoratori in somministrazione impiegati nella sede pisana dell’azienda farmaceutica è stata prospettata la cessazione del rapporto. Una vicenda che, secondo il rappresentante della Lega, riguarda direttamente il territorio, anche per il peso produttivo dello stabilimento.
"Pur nel pieno rispetto delle scelte imprenditoriali di un’azienda privata, riteniamo che una realtà industriale strategica come Takeda abbia un impatto diretto sul territorio e sull’economia locale. Per questo motivo non possiamo limitarci ad assistere passivamente a una vicenda che potrebbe tradursi in una significativa perdita di posti di lavoro per la nostra città", ha aggiunto.
Da qui la richiesta di un confronto istituzionale in tempi rapidi. "Chiediamo che venga aperto con urgenza un tavolo di confronto tra azienda, istituzioni locali, Regione Toscana e rappresentanze sindacali, al fine di comprendere le ragioni che hanno portato a questa decisione e verificare l’esistenza di eventuali margini per scongiurare o ridurre gli effetti occupazionali del provvedimento", ha proseguito Pasqualino.
Per il capogruppo leghista, la difesa dell’occupazione deve essere una priorità per la città. "La tutela del lavoro deve rappresentare una priorità assoluta. Pisa non può permettersi di perdere competenze, professionalità e occupazione in un settore altamente qualificato come quello farmaceutico. Ancora di più alla luce degli investimenti che negli ultimi anni erano stati annunciati sul sito produttivo pisano e del ruolo strategico che lo stabilimento riveste all’interno del sistema produttivo nazionale", ha commentato.
Pasqualino chiude chiedendo un impegno diretto di tutti i soggetti coinvolti. "Come forza di governo del territorio, chiediamo massima trasparenza e un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti. Le istituzioni hanno il dovere di interloquire con l’azienda e fare tutto il possibile per difendere il lavoro e il futuro di decine di famiglie pisane", ha concluso.