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giovedì 25 agosto 2016

CI VUOLE UN FISICO — il Blog di Michele Campisi

Michele Campisi

MICHELE CAMPISI - Laureato in fisica teorica a Pisa, ha ottenuto il titolo di Dottore di Ricerca negli Stati Uniti, ed ha lavorato per anni come ricercatore in Germania. Attualmente è Marie Curie Fellow presso la Scuola Normale Superiore di Pisa dove svolge attività di ricerca nel campo della fisica quantistica, grazie al Progetto ``NeQuFluX'' finanziato dalla Comunità Europea.

Leggi del caso o leggi a caso?

di Michele Campisi - venerdì 01 gennaio 2016 ore 07:00

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di visitare il dipartimento di Fisica dell'università di Catania e di fare un seminario sui temi di ricerca di cui mi occupo attualmente (e cioè di come sviluppare macchine termiche nanoscopiche che possano trasformare calore in lavoro in modo efficiente sfruttando i principi della fisica quantistica). Ho così avuto il piacere di intrattenere una piacevole e proficua conversazione scientifica con un professore del Dipartimento, Andrea Rapisarda; conversazione che in realtà, ha riguardato tutt'altri temi.

Tra le belle foto appese ai muri dell'ufficio del professore, ha attratto la mia attenzione un trafiletto di giornale che riporta la notizia dell'assegnazione del premio IgNobel nella categoria Management al professore ed al suo gruppo nel 2010 per aver dimostrato matematicamente che le "organizzazioni sarebbero più efficienti se promuovessero i membri tirando a sorte". Per esempio, una azienda risulterebbe più efficiente se le promozioni del personale avvenissero per estrazione.

Ma andiamo per ordine. Prima di tutto, che cosa è il premio IgNobel? Si tratta di una parodia del premio Nobel ("IgNobel" in Inglese si pronuncia come "ignoble", cioè ignobile), che "onora risultati che di primo acchito fanno ridere una persona e poi la fanno riflettere". A volte il premio nasconde una velata critica all'inutilità di certe ricerche, molto più spesso mette in evidenza come le ricerche più improbabili possano avere una ricaduta importante sulla conoscenza scientifica. Nel corso degli anni il premio si è guadagnato una solida reputazione, tanto che fanno parte del comitato che seleziona i vincitori alcuni veri premi Nobel; le cerimonie di premiazione sono ospitate dalla Università di Harvard, mentre i premiati tengono una lezione pubblica al MIT.

Torniamo ora al contenuto della ricerca svolta da Rapisarda e collaboratori. L'idea che promozioni casuali possano aumentare l'efficienza di un'organizzazione, è basata su un principio già enunciato dallo psicologo canadese Lawrence J. Peter secondo cui «in un gruppo gerarchico, ogni membro scalerà la gerarchia fino a raggiungere il suo livello di minima competenza». Se veniamo infatti promossi perchè molto bravi a fare il proprio lavoro, non è detto che saremo altrettanto bravi a svolgere le nuove mansioni associate alla nuova posizione! Anzi, se abbiamo uno spiccato talento per il lavoro che svolgiamo, è probabile che non avremo lo stesso talento per il nuovo lavoro. Ne segue che l'efficienza del lavoratore diminuisce e con essa quella dell' azienda/organizzazione per cui si adopera. 

Rapisarda & co, hanno creato dei modelli matematici per simulare e quantificare l'efficienza delle organizzazioni ed hanno mostrato che mettendo un grano di casualità nel meccanismo delle promozioni l'efficienza aumenta. E sono andati oltre: il passo verso l'applicazione di un tale principio in politica è breve. In un lavoro pubblicato sulle Scienze di Gennaio 2013 (p. 86) hanno creato un modello di parlamento bipolare e simulatone l'efficienza. Se oltre ai candidati dei due schieramenti, una frazione dei parlamentari venisse scelta tirando a sorte tra una rosa di indipendenti, il parlamento funzionerebbe molto meglio. Tali strategie non sono del tutto nuove, il Doge di Venezia veniva scelto secondo un procedimento molto elaborato che usava un mix di elezioni e sorteggi. 

Ancora oggi le giurie popolari vengono scelte per sorteggio. Come spesso accade nei sistemi fisici, anche nel mondo socio-economico e politico, un giusto mix di Caso e Determinismo ha spesso degli effetti benefici. L'elemento stocastico è quello che fa andare il sistema in direzioni nuove che non sarebbero altrimenti percorse e questo permette di esplorare in modo molto proficuo il terreno entro cui si cerca la soluzione al problema. I due elementi devono essere saggiamente dosati per ottenere il beneficio. Se si mette troppa casualità il sistema viene sbattuto qua e là senza riuscire mai a prendere una direzione vera. Se ne mettiamo troppo poca, il sistema ha difficoltà a intraprendere alcune direzioni, che magari sono quelle giuste!

E' utile notare come questo mix dei due elementi sia una costante della nostra vita, abbiamo tutti dei principi che ci guidano nelle scelte ma il destino si dispiega attraverso l'interazione di questi con eventi casuali. Non è un caso se molti tra i giochi più popolari e divertenti riproducano proprio questa interazione. Si pensi ai giochi con le carte, al backgammon o il risiko, in cui le nostre strategie si combinano con l' elemento casuale.

Insomma, aggiungere un pizzico di caso in politica, potrebbe essere la chiave di volta per risolvere l'empasse che attanaglia la nostra democrazia ingessata dalle strategie politiche tutte incentrate all'acquisizione del potere che strozzano l'emergere di possibili politiche virtuose. Anche nello stesso mondo accademico potrebbe essere molto proficuo se un certo numero di promozioni alla posizione di professore avvenissero a sorteggio tra candidati abilitati, in modo da contrastare nepotismi accademici e incentivare l'emergere di nuove idee, magari di quelle che a prima vista possono sembrare improbabili e che invece porteranno a grandi innovazioni. Harvard docet.

Michele Campisi

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