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venerdì 13 dicembre 2019

Cultura giovedì 26 maggio 2016 ore 15:05

All'Elba per scoprire i misteri dell'universo

Si sta svolgendo in questi giorni il GWADW 2016, scienziati da tutto il mondo per studiare le onde gravitazionali e i nuovi confini della fisica



PORTOFERRAIO — Sono passati solo pochi mesi da quell'11 febbraio quando il mondo si è fermato per uno di quegli annunci che fanno Storia: il rilevamento delle onde gravitazionali. La conferma di quanto fino a quel momento solo ipotizzato da Einstein nella sua teoria della relatività, un passo avanti talmente importante nella comprensione dell'universo che ha segnato letteralmente un prima e un dopo.

Finito il clamore mondiale la ricerca continua e in questi giorni fa tappa proprio all'Elba: nella sala convegni dell'Hotel Hermitage si sta svolgendo l'edizione 2016 del Gravitational-wave Advanced Detector Workshop nel quale esponenti delle più prestigiose università del mondo (Università di Pisa, Leibniz Universität Hannover, University of Tokyo, University of Glasgow, Stanford, California Institute of Technology e MIT solo per fare alcuni nomi) insieme agli istituti di ricerca che hanno partecipato a quella che è stata la scoperta del secolo (Virgo, Ligo, INFN, LMA), presentano le  nuove tecnologie che permetteranno di costruire la nuova generazione di strumenti per il rilevamento delle onde gravitazionali.

"Ci stiamo preparando a sviluppare strumenti sempre più sensibili - spiega Francesco Fidecaro, professore ordinario di Fisica Applicata all'Università di Pisa e ex responsabile della Collaborazione Virgo fino al 2011 - stiamo mettendo in campo sforzi che dureranno anni, la nostra programmazione arriva al 2030.

L'obiettivo - racconta Fidecaro - osservare altri fenomeni oltre quelli dei buchi neri che ci hanno permesso di misurare le onde gravitazionali e andare più indietro nel tempo per capire quanti sistemi di buchi neri ci sono".

Per continuare la ricerca e avere sempre maggiori e migliori informazioni, è la tecnologia che deve tenere il passo delle idee: "Vogliamo correlare le nostre osservazioni con quelle misurate dai satelliti, in queste giornate elbane parliamo della strumentazione che vogliamo sviluppare per andare avanti. In questo momento è in volo un satellite, il Lisa Path Finder, che serve a testare la tecnologia che ci serve".

Da quel giorno il mondo della ricerca è cambiato e lo è anche il modo in cui i governi si approcciano alla ricerca: "E' servito a convincere che esiste una buona ricerca che va sovvenzionata e alcuni governi hanno cambiato idea: l'India si è detta disponibile a ospitare un grande interferometro. Ci aspettiamo di osservare una decina di eventi significativi all'anno e la rilevanza che ha avuto la scoperta delle onde gravitazionali ha aiutato a far crescere la cultura scientifica".

C'è infatti bisogno di nuove leve nel mondo della scienza: "Abbiamo bisogno di giovani che vogliano portare avanti il lavoro che stiamo sviluppando adesso". Ma, al di là delle contingenze del momento, qual è il sogno dello scienziato: "Trovare l'onda gravitazionale che si è originata dal Big Bang, dal momento stesso dell'origine dell'universo". 

Dal molto grande al molto piccolo: "Siamo contenti di tornare all'Elba, ogni anno facciamo qualche evento qui tutti i nostri ospiti rimangono sempre incantati, in questi giorni il tempo ci ha dato una mano e torneremo ancora".

Luca Lunedì
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